giovedì 19 luglio 2018

mercoledì 18 luglio 2018

18 luglio: san Camillo de Lellis


(photo by Alessandro Franzoni)

Lo Spirito Santo, che si è manifestato in ogni modo nell'anima dei Santi dei Ciclo Santorale a partire dalla Festa della Pentecoste, ci fa ammira oggi la figura di san Camillo de Lellis, che manifestò la carità soprattutto nella cura del prossimo. Nato nel 1550, nel Regno di Napoli, da una famiglia nobile, entrò nei Cappuccini, ma un male, che ebbe in una gamba, l'obbligò per due volte a uscirne. Dio, infatti, lo destinava a fondare una Congregazione di chierici regolari, consacrati al servizio degli infermi e dei malati. Ottenne il riconoscimento dalla Santa Sede. Si ispirò all'esempio di Gesù cristo, che è morto per noi (Epistola) e che ha annunciato che non vi è maggiore prova d'amore che dare la propria vita per gli altri (Introito e Vangelo). I suoi religiosi si impegnano nell'assistenza dei malati, persino affetti dalla peste. San Camillo, ugualmente come il suo Istituto, ricevette da Dio la grazia speciale d'aiutare nel conforto le anime nella lotta ultima dell'agonia (Orazione e Secreta); per questo la Chiesa ha inserito il suo nome nelle Litanie degli Agonizzanti. San Camillo morì a Roma il 14 luglio 1614.

martedì 17 luglio 2018

17 luglio: sant'Alessio


(photo by Alessandro Franzoni)

Sant'Alessio nacque a Roma verso l'anno 350, da una famiglia benestante, ed ebbe come padre il senatore Eufemio. Sorretto dallo Spirito Santo, rinunciò a tutte le sue sostanze e partì in pellegrinaggio verso l'Oriente. Morì nel V secolo, sotto il pontificato di Innocenzo I. Il suo corpo fu deposto sul monte Aventino, nella chiesa che porta il suo nome, dove viene venerato assieme a san Bonifacio, al quale era in precedenza dedicato il tempio.


Cappella della scala, scultore e stuccatore Andrea Bergondi,
presso la Basilica dei SS Alessio e Bonifacio sull'Aventino (Roma).

Il Bergondi, un seguace del Bernini, raffigura il Santo sul letto di morte, in abito da pellegrino jacopeo; nella teca è conservato un frammento di circa un metro della scala sotto la quale, secondo la Tradizione, era solito dormire sant'Alessio.

lunedì 16 luglio 2018

16 luglio: Beata Vergine Maria del Monte Carmelo


La processione in onore della Vergine del Carmelo tenutasi ieri sera a Roma lungo la Via della Conciliazione.
(photo by Andrea D.)





Nel 1245 Innocenzo IV approvò la Regola dei Carmelitani sotto il generalato di san Simone Stock. Il 16 luglio 1251, Maria apparve al santo rimettendogli l'abito che doveva essere il segno distintivo dell'Ordine. Innocenzo IV benedisse questo vestito e concesse numerosi privilegi, non soltanto per i membri di quest'Ordine, ma anche per tutti quelli che entrassero nella Confraternita della Madonna del Monte Carmelo. Portando lo scapolare, che è la riduzione di quello dei Padri Carmelitani, essi partecipano a tutti i loro meriti e possono sperare, da parte della Vergine, una pronta liberazione dal Purgatorio, se sono stati fedeli nell'astinenza, nella castità secondo il loro stato e nel recitare le preghiere prescritte da Giovanni XXII nella Bolla, detta Sabatina, pubblicata il 3 marzo 1322. Così la festa della Madonna del Carmelo, prima particolare alle chiese di quest'Ordine, fu estesa a tutta la cristianità da Benedetto XIII, nel 1726.


La Santa Messa della ricorrenza liturgica odierna:


(photo by Alessandro Franzoni)

VANGELO (traduzione)

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, una donna alzò la voce in mezzo alla folla e disse: “Beato il grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”. Ma Egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”.

(Vangelo secondo Luca 11, 27 - 28)


Omelia di san Beda il Venerabile

Questa donna si mostra in possesso di devozione, di fede profonda, poiché, mentre gli scribi ed i farisei tentano il Signore e lo bestemmiano, ella riconosce davanti a tutti la sua incarnazione con tanta sincerità, e la confessa con fede così grande, da confondere e la calunnia dei grandi presenti e la perfidia dei futuri eretici. Infatti, come allora i Giudei, bestemmiando contro le opere dello Spirito Santo, negavano che Cristo fosse vero Figlio di Dio consustanziale al Padre; così in seguito gli eretici, negando che Maria sempre Vergine avesse somministrato, per opera e merito dello Spirito Santo, la materia della propria carne al Figlio unigenito di Dio che doveva nascere con un corpo umano, sostennero che non si doveva riconoscere come vero Figlio dell'uomo e della medesima sostanza della madre.
Ma se si ritiene che il corpo preso dal Verbo di Dio incarnandosi è estraneo alla carne della vergine Madre, senza motivo vengono detti beati il seno che lo portò e il petto che lo allattò. Ora l'Apostolo dice: «Poiché Dio mandò il suo Figlio, fatto da una donna, sottomesso alla legge». E non bisogna dar retta a coloro che pensano si debba leggere: Nato da una donna, sottomesso alla legge, ma bisogna invece leggere: «Fatto da una donna»; perché, concepito nel seno di una vergine, ha tratto la carne non dal nulla, non da altra cosa, ma dalla carne materna. Altrimenti non si potrebbe dire con verità Figlio dell'uomo colui che non ha avuto origine dall'uomo. Anche noi dunque alziamo la nostra voce contro Eutiche insieme con la Chiesa cattolica, di cui questa donna fu figura; solleviamo anche la mente dal mezzo della folla e diciamo al Salvatore: «Beato il seno che ti ha portato e il petto che hai succhiato». Poiché è veramente madre beata ella che, come disse un autore, ha dato alla luce il Re, che regge il cielo e la terra per i secoli.
«Non solo, ma beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». Il Salvatore approva eminentemente l'attestazione di questa donna, affermando che è beata non soltanto colei che aveva meritato di essere madre corporale del Verbo di Dio, ma che sono beati anche tutti coloro che si sforzeranno di concepire spiritualmente lo stesso Verbo istruendosi nella fede e che, praticando le buone opere, lo faranno nascere e quasi lo alimenteranno sia nel proprio cuore, sia in quello del prossimo. Infatti la stessa Madre di Dio è sì beata per aver contribuito nel tempo all'incarnazione del Verbo, ma è molto più beata perché meritò, amandolo sempre, di custodirlo in sé eternamente.




Messale Romano-Carmelitano
(photo by padre Alberto Fiorini)


Meditazione "La Madonna del Carmelo" da Intimità divina di Padre Gabriele di Santa Maria Maddalena, O.C.D., 1961.

domenica 15 luglio 2018

Santissimo Redentore


Santa Messa letta alle ore 17:00,
chiesa di san Pancrazio ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza),
preceduta alle ore 16:30 dalla recita del Santo Rosario.




VANGELO (traduzione)

In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: "Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.

(Vangelo secondo Giovanni 3, 14-18)


(photo and video by Alessandro Franzoni)


VENEZIA E IL REDENTORE


Nel 1575 Venezia fu colpita dall'ennesima epidemia di peste che si rivelò presto una delle più virulente di tutti i tempi. Nonostante i provvedimenti severi adottati per limitarne la diffusione, nella primavera del 1576 la violenza del morbo fu tale che si contavano anche 400 morti al giorno; alla fine derll'epidemia le vittime saranno circa 50.000.


Dato che gli sforzi fatti per debellare la malattia erano risultati vani, il Doge, le autorità e i veneziani tutti decisero di appellarsi alla Pietà Divina con un voto attraverso il quale si impegnavano ad edificare una chiesa dedicata al Redentore. Ogni anno, per ricordare l'intervento divino, i veneziani avrebbero fatto una solenne visita al tempio nell'anniversario della liberazione dal contagio.


(Joseph Heintz il Giovane, La processione del Redentore, particolare, olio su tela, Museo Correr, Venezia)

L'isola della Giudecca offriva il luogo adatto per ospitare un tempio grandioso, ad alta visibilità e sufficentemente distante dal centro di Venezia, in quanto era prassi comune, in questi casi, edificare le chiese votive fuori dalle mura della città. La chiesa, per le sue dimensioni eccezionali, avrebbe quindi dominato tutta l'isola, evidenziando il significato religioso del trionfo del Redentore sulla peste, cioè quello di Gesù Cristo sulla morte e sul peccato; a questo messaggio si sommava quello politico-militare della vittoria di Venezia sui Turchi ottenuta nella trionfante battaglia di Lepanto del 1571.
Il tempio sarebbe stato affidato alla custodia dei padri cappuccini, amati dai veneziani, presenti alla Giudecca sin dal 1539 dove avevano il loro convento e una piccola chiesa; essi avrebbero assicurato un'adeguata custodia e garantito la preghiera continua.


L'incarico fu affidato al più celebre architetto del tempo, proto (cioè consulente ufficiale) della Repubblica: Andrea Palladio. Presto iniziarono i lavori: il 3 maggio 1577 veniva posta la prima pietra e questa cerimonia sembrò propiziatrice in quanto si ebbe subito una diminuzione del contagio che portò poi, nel mese di luglio, a dichiarare la città libera dalla peste. La terza domenica di luglio avveniva quindi la prima processione solenne al tempio in costruzione. Palladio diresse personalmente i lavori fino alla sua morte, nel 1580; consclusa l'opera, essa verrà consacrata nel 1592.

I padri cappuccini avevano accettato volentieri la custodia del tempio, ma quando si resero conto della grandiosità che stava assumendo l'edificio in costruzione, furono presi da scrupoli perchè ritenevano che ciò contrastasse con le regole di umiltà e semplicità a cui si ispiravano. Posero quindi delle precise condizioni per preservare il loro voto di povertà: chiesero ed ottennero dal Senato un decreto che vietava le sepolture privilegiate all'interno della chiesa ed evitare così anche il ricavato delle Messe di suffragio.
Questo ha permesso la salvaguardia della chiesa stessa che è giunta fino a noi integra, priva di aggiunte successive, pura nelle forme come l'aveva progettata Palladio.


La festa del Redentore è ancora oggi uno degli avvenimenti più attesi dai veneziani. Per consentire il pellegrinaggio al tempio viene costruito, oggi come allora, un ponte votivo, che collega la chiesa alla fondamenta delle Zattere. Alla vigilia della terza domenica di luglio i veneziani trascorrono la serata sulle barche ornate da festoni e palloncini nel canale della Giudecca e nel bacino di San Marco. La festa culmina nello spettacolo pirotecnico che fa da cornice alla chiesa del Redentore tutta illuminata e parata a festa. Durante la giornata di domenica vengono celebrate le Messe di Ringraziamento alla presenza delle autorità cittadine e religiose.


venerdì 13 luglio 2018

Perle di scultura medievale (n.1)


SCULTORE ABRUZZESE, Lastra con Cristo in maestà tra Angeli - L’Aquila, Museo Nazionale d’Abruzzo - fine XII sec

giovedì 12 luglio 2018

FLASH NEWS: conferenza di don Federico Bortoli a Schio (VI) il 12 agosto 2018

Segnaliamo l'interessante conferenza di presentazione del libro da parte dell'autore, don Federico Bortoli, che si terrà nell'ambito del XXVII Meeting internazionale dei giovani a san Martino di Schio (Vicenza),
alle ore 11:00 di domenica 12 agosto 2018.



L’Istruzione della Sacra Congregazione del Culto Divino Memoriale Domini del 1969 aveva solennemente stabilito che la pratica della Comunione sulla lingua doveva essere conservata e che ogni cambiamento di disciplina in merito avrebbe portato delle conseguenze negative. Nonostante ciò la pratica della Comunione sulla mano si è imposta come il modo abituale di ricevere l’Eucaristia e da eccezione è divenuta la regola.

Il volume, frutto delle ricerche del caro don Federico, mostra come ciò sia potuto accadere, portando alla luce un’ampia documentazione rimasta finora inedita, che fa comprendere le dinamiche non proprio limpide che hanno prodotto questo risultato. Con approfondimenti storici, giuridici e pastorali si mostra come tale cambiamento abbia contribuito non poco ad un affievolimento della fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia.

Prefazione del Cardinale Robert Sarah.

PER ACQUISTARE IL VOLUME, LINK QUI

mercoledì 11 luglio 2018

11 luglio: festa della Traslazione di san Benedetto


(photo by Nicolò Calore)

Chiesa di Santa Giustina a Padova. Altare del Santo Padre Benedetto presso la propria cappella, rivestita di damaschi rossi. La pala d'altare raffigura san Benedetto che accoglie san Placido e san Mauro, di Jacopo Palma il Giovane. Altare invece del Corbarelli. I due teleri ai lati del 1616 raffigurano a destra san Benedetto ricevente a Montecassino il re Totila, di Giovanni Battista Maganza, a sinistra invece san Benedetto che consegna la Regola agli Ordini monastici e cavallereschi, di Claudio Ridolfi.


(photo by Alessandro Franzoni)

lunedì 9 luglio 2018

Evviva!


Magno cum gaudio!

Da alcuni giorni il Blog è più visibile,
dato che è stato inserito nell' "Elenco Blog letti da MiL". che appare sulla schermata iniziale di Messainlatino (QUI').

Che dire? Grazie e sempre avanti!

domenica 8 luglio 2018

Settima domenica dopo Pentecoste


(photo by Alessandro Franzoni)

Santa Messa letta ogni domenica e primo sabato del mese alle ore 17:00,
preceduta dalla recita del Santo Rosario alle ore 16:30.

Presso la
chiesa di sant'Anna al Laterano in via Merulana a Roma.

Celebrante in data odierna è stato mons Marco Agostini.


Introito:



Commento di dom Garpar Lefebvre OSB:


VANGELO (traduzione)

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi sotto l’aspetto di pecore, ma che nell’intimo sono lupi rapaci: li riconoscerete dai loro frutti. Forse che alcuno raccoglie l’uva dalle spine o il fico dai rovi? Cosí ogni albero buono dà buoni frutti; mentre l’albero cattivo dà frutti cattivi. Non può l’albero buono produrre frutti cattivi, né l’albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che dà frutti cattivi sarà tagliato e gettato nel fuoco. Dunque, dai loro frutti li riconoscerete. Non chiunque mi dirà: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli, questi entrerà nel regno dei cieli

(Vangelo secondo Matteo 7, 15 - 21)


sabato 7 luglio 2018

7 luglio: SS Cirillo e Metodio


(photo by Alessandro Franzoni)

Inno alle Lodi

Lux o decora patriæ
Slavisque amica gentibus,
Salvete, fratres: annuo
Vos efferemus cantico:

Quos Roma plaudens excipit,
Complexa mater filios,
Auget corona præsulum,
Novoque firmat robore.

Terras ad usque barbaras
Inferre Christum pergitis:
Quot vanus error luserat,
Almo repletis lumine.

Noxis soluta pectora
Ardor supernus abripit;
Mutatur horror veprium
In sanctitatis flosculos.

Et nunc serena cælitum
Locati in aula, supplici
Adeste voto: Slavicas
Servate gentes Numini.

Errore mersos unicum
Ovile Christi congreget;
Factis avitis æmula
Fides virescat pulchrior.

Tu nos, beata Trinitas,
Cælesti amore concita,
Patrumque natos inclita
Da persequi vestigia.

Amen


(photo by Alessandro Franzoni)

Santa Messa letta,
chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini.

giovedì 5 luglio 2018

mercoledì 4 luglio 2018

Pellegrinaggio ad Aquileia (UD) - 15 settembre 2018


La Compagnia di Sant’Antonio organizza anche quest’anno il pellegrinaggio della Tradizione ad Aquileia, dopo la bellissima ed edificante esperienza dello scorso 23 settembre 2017, quando con la collaborazione della Società Internazionale Tommaso d’Aquino sez. FVG, del Circolo Culturale Cornelio Fabro di Udine, e con l’aiuto di alcuni sacerdoti amici, ha proposto un pellegrinaggio dedicato alla Madonna nell’ambito delle celebrazioni in occasione del centenario delle apparizioni di Fatima.

Con quel pellegrinaggio nel luogo simbolo della Fede di tradizione marciana si era inteso onorare la Beatissima Vergine Maria e supplicarLa particolarmente affinché la Fede autentica sia conservata, rinvigorita e diffusa nelle nostre terre friulane e venete di antichissima tradizione cattolica.

Proseguiamo dunque il nostro cammino di devozione mariana e di comunione con gli antichi padri, vescovi, martiri e fedeli aquileiesi al fine di chiedere perdono per i gravi errori e deviazioni dottrinali che rendono i cattolici sempre più indifferenti di fronte al peccato ed incapaci di reagire con fermezza alle tremende offese che continuamente feriscono il Signore Gesù e la madre Maria.


(Quest'anno il pellegrinaggio inizierà da qui: Pineta San Marco deve secondo la Tradizione sbarcò il Santo per evangelizzare le terre delle Venezie)

Il 15 settembre prossimo, sabato, festa dei Sette Dolori della B.V. Maria, pregheremo con il Rosario ed i canti religiosi della Tradizione per gli abitanti di questi luoghi, ma soprattutto per la famiglia e il matrimonio cristiano, così in pericolo e sotto continuo attacco in una società pressoché scristianizzata, incapace di vedere in questa unione la Chiesa domestica che, vissuta con lo sguardo a Cristo e sotto la protezione della Madonna, è l’unica entità capace di offrire gli indispensabili contributi affinché rifiorisca una sano tessuto sociale ricco di vocazioni civili e religiose, per il bene della Chiesa e della nostra Patria.

Il pellegrinaggio è aperto a tutti. Ci auguriamo di trovare nuovi amici lungo il cammino, con i quali condividere e mostrare la bellezza della nostra Fede, fieri dei simboli della nostra Tradizione, alla quale non vogliamo rinunciare e che neppure vogliamo tradire.

Quest’anno partiremo da un luogo di grande valore simbolico, il piccolo cimitero di San Marco, a Belvedere di Aquileia, tra l'acqua e la terra, dove comincia la laguna e dove la tradizione vuole che sbarcò San Marco, in arrivo da Alessandria d’Egitto. Da qui il Santo cominciò la sua opera di evangelizzazione dell’entroterra veneto e friulano e da qui noi vogliamo partire per chiedere alla Madonna la grazia di una nuova evangelizzazione del nostro paese.



L’appuntamento è alle ore 09,00 al cimitero San Marco
. Sarà disponibile una corriera per portare i pellegrini sul posto e che partirà dalla stazione di Cervignano alle 08,30, passando anche da Aquileia (fermata di fronte all’Hotel I patriarchi). Chi non riuscirà ad arrivare a Belvedere di Aquileia (Pineta San Marco) per tale orario potrà associarsi sul sagrato della basilica di Aquileia.

L’arrivo alla basilica di Aquileia è previsto per le ore 10,30 e i fedeli saranno raccolti nel Battistero. Seguiranno la venerazione delle reliquie dei Santi Martiri aquileiesi nella cripta della basilica e la Santa Messa in rito romano antico. Saranno anche disponibili dei sacerdoti per le confessioni. Nel pomeriggio si terranno due conferenze di formazione cattolica presso la sede parrocchiale (sala Romana).

Sarà possibile pranzare insieme presso l’hotel “i Patriarchi”, vicino alla basilica, previa prenotazione (compagniasantantonio@libero.it - oppure 3473961396 Antonio. Menù friulano al costo di €16.).



(Un momento del pellegrinaggio della scorso anno)

martedì 3 luglio 2018

Tracce del passaggio a Padova di Papa Pio VII


(photo by Andrea Zuffellato)

Riceviamo da un lettore del Blog e volentieri pubblichiamo la testimonianza del passaggio a Padova di Papa Pio VII, alla Suola del Santo, popolarmente detta "Scoletta".



Detta popolarmente Scoletta, la Scuola del Santo sorse come sede della Confraternita di S. Antonio; la parte inferiore fu costruita intorno al 1430, quella superiore nel 1504. 
Nella parte cinquecentesca, la Sala priorale contiene un ciclo di 18 pitture eseguite nei primi anni del Cinquecento con scene della vita e dei miracoli di s. Antonio. Tre di questi affreschi sono opere giovanili di Tiziano Vecellio (1511): Sant'Antonio fa parlare un neonato, Il marito geloso che pugnala la moglie, Sant'Antonio riattacca il piede a un giovane.
I dipinti e la Sala priorale, dopo l’importante restauro terminato nel 2006, hanno riacquistato il loro originale splendore.


domenica 1 luglio 2018

Prezioso Sangue di NSGC


(photo by Alessandro Franzoni)

Santa Messa letta ogni domenica e primo sabato del mese alle ore 17:00,
preceduta dalla recita del Santo Rosario alle ore 16:30.

Presso la chiesa di sant'Anna al Laterano a Roma.






In data odierna il celebrante della Santa Messa, eccezionalmente eseguita con l'accompagnamento dell'organo, è stato mons Marco Agostini.



VANGELO (traduzione)

In quel tempo: Gesú, quando ebbe preso l’aceto, disse: È consumato! E chinato il capo rese lo spirito. Allora i Giudei, dato che era la Parasceve, affinché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (e un gran sabato era quello!), chiesero a Pilato che si rompessero loro le gambe e fossero tolti. Vennero quindi i soldati, e ruppero le gambe ai due che erano stato crocifissi con lui. Ma giunti da Gesú, videro che era già morto, e non gli ruppero le gambe, ma uno dei soldati gli aperse il fianco con la lancia, e súbito ne uscí sangue e acqua. E chi vide lo attesta: e la sua testimonianza è vera.

(Vangelo secondo Giovanni 19, 30 - 35)