Per contribuire al mantenimento del Blog

Per contribuire al mantenimento del Blog
Per contribuire al mantenimento del Blog, fai click sul logo PayPal:

venerdì 19 luglio 2019

Novena in onore di san Giacomo: quarto giorno


Busto del Santo presso la Cattedrale di Santiago de Compostela in Spagna.

(photo by Alessandro Franzoni)


QUARTO GIORNO

Secondo l'Antica Novena di Capizzi (Messina)


PRIMA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per la meravigliosa prontezza che mostaste nell’ubbidire alla voce del Verbo Umanato, e che al dì vi scelse per uno dei suoi compagni nell’apostolato e che lasciaste ogni altro bene per seguirlo. Vogliate impetrarci dal Medesimo una risoluta corrispondenza alla Divina ispirazione che ci invita a vivere dimentichi di questo mondo e pronti a procacciarsi i beni del Paradiso.

PATER, AVE E GLORIA

Oh Gran Santo Protettore ab eterno destinato al supremo apostolato fosti accetto a Dio Signore Oh! Gran Santo Protettore. (bis)


SECONDA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per il quale nome di tuono che ottenesti dal vostro cugino Gesù per cui metteste in rovina gli eserciti dei mori, nemici del nome cristiano, vogliate bandire da noi l’orgoglio dei tre nostri principali nemici che congiurano contro le nostre anime e che sono: il mondo, la carne ed il demonio.

PATER, AVE E GLORIA

Nome aveste Boanerghes Che vuol dire figlio del tuono per te vinti i mori sono. Plaude Spagna al tuo valore Oh! Gran Santo Protettore. (bis)


TERZA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per il grande affetto che verso di voi dimostrò il Vostro caro Maestro nella sua inseparabile compagnia, anche nei misteri più reconditi di nostra fede, vogliate accedere nel nostro cuore un’ardente devozione al vostro culto ed una fornace d’amore verso Dio.

PATER, AVE E GLORIA

Fosti appena un dì chiamato Lasci reti, mare e barca Per seguire il gran monarca Con sincero e puro amore Oh! Gran Santo Protettore. (bis)


QUARTA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per la mirabile visione che aveste della Regina del Cielo cui serviste di strumento, con l’assistenza degli Angeli per edificare a suo onore la prima chiesa nella capitale d’Aragona, vogliate impetrarci dalla medesima un’ardente brama di servirla ed una vera devozione al suo venerabile nome.

PATER, AVE E GLORIA

Di Maria pur foste amante A cui templi e chiese alzasti Fa che noi umili e casti Stesse impressa sempre al core, oh! Gra Santo Protettore. (bis)


QUINTA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per l’ardente zelo che mostraste in difesa del Nazareno, esponendovi a vendicare le ingiurie fattigli dai Samaritani, vogliate talmente accendere nel nostro petto un eccessivo desiderio di difendere il suo amore che, ove si tratta di impedire ogni minima colpa, posponessimo anche col sangue la vita.

PATER, AVE E GLORIA

Nel mirarti acceso e ardente E ripien di santo zelo a mostrar la vita al cielo, ne gioisce il nostro core oh! Gran Santo Protettore. (bis)


SESTA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per i due prodigiosi miracoli che faceste in atto di andare alla morte, allorchè sanaste il paralitico e convertiste alla fede uno dei vostri principali carnefici facendolo anche vostro commartire, vogliate anche a noi, paralitici della grazia, impetrare il moto di una vera conversione per mai più trasgredire la vera legge di Gesù Cristo.

PATER, AVE E GLORIA

Mentre corri al tuo martire Dio per te fa dei portenti In quegli ultimi momenti, e ai tiranni muta il core oh! Gran Santo Protettore. (bis)


SETTIMA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, che per simpatia d’affetto verso di voi ebbe la Vergine in tutto simile al Suo Unigenito che volle, colle proprie mani, trasferire la vostra purissima anima alla patria celeste, vogliate anche a noi, fatti ad immagine di Dio, ottenere assistenza d’entrambi, nel punto di nostra morte, per assicurarci la strada del paradiso.

PATER AVE E GLORIA

Oh! che bella ricopensa Dona il cielo a chi costante Ver Gesù si mostra amante Godrà gloria e immenso amore Oh! Gran Santo Protettore. (bis)


OTTAVA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro Protettore Giacomo, per il singolare provolegio che vi concesse il nostro caro Maestro nel rendervi Protomartire agli Apostoli, vogliate concederci una viva brama di patire per Dio, deponendo anche la vita, siccome Voi ai comandi di Erode, deponeste il Sacrato corpo, ai piedi della Vergine, nel giorno stesso che egli morì su di un patibolo nel Calvario.

AVE, PATER E GLORIA

Deh! Via dunque o grande eroe I nemici nostri atterra Togli fame, peste e guerra E gradisci il nostro amore Oh! Gran Santo Protettore. (bis)


NONA POSTA

Oh! Santo Apostolo e nostro protettore Giacomo, per le grazie che di continuo spandete e tutto il mondo che in abito pellegrino concorre a venerare le vostre reliquie nella Spagna, nel di cui suolo, con indicibile miracolo l’esponeste, vogliate anche noi che vi abbiamo eletto per speciale Protettore, difenderci da ogni male in questa vita, per godere nell’altra la faccia beata, velata di Dio per tutti i secoli dei secoli, Amen.

PATER, AVE E GLORIA

Oh! che presto ognun di noi Veder possa il Paradiso La tua gloria, il tuo bel viso Nel gran gaudio del Signore Oh! Gran Santo Protettore.


OFFERTA

Gloriosissimo Apostolo, ardentissimo serafino di carità e zelo, tutelare Angelo della Chiesa militante San Giacomo, io N……, quanto più vile, altrettanto peccatore, mosso nondimeno dalla vostra impareggiabile santità e dal desiderio di imitare le Vostre eroiche virtù. Non contento di vedervi costituito fedele custode di questo pubblico, prostrato oggi ai vostri piedi vi eleggo anch’io, in presenza dell’Angelo Custode e di tutta la coorte del Paradiso, per mio particolare protettore ed avvocato ed in segno della mia accesa devozione, vi offro liberamente il mio corpo ed i miei sensi ed operazioni, il cuore con tutti gli affetti e l’anima con tutto me stesso, acciò essendo tutto vostro, non pensi, non parli, non operi cosa alcuna, che non sia conforme al vostro genio ed al volere del nostro Divin Maestro. Accettate dunque questa mia umile offerta e, se per il passato sono stato lontano dal vostro esempio, giacchè Voi alla prima voce ubbidiste ed io dopo tante invocazioni mi sono reso più sordo; Voi con un solo raggio di Pentecoste accendeste più regni ed io dopo replicati impulsi ed eccessiva carità, sono divenuto più freddo: Voi insomma autenticaste la già promulgata fede con vostro sangue ed io anzi, ho sparso tanto di sudore per oltraggiarla. Vi prometto, in avvenire, una perfetta imitazione delle Vostre virtù, un ardente zelo del vostro amore, ed una costante perseveranza nel visitarvi spesso esposto sull’altare. Bandite intantocosì da me come da questa città di Capizzi i meritati castighi ed impetratemi, dal Tribunale della Divina Misericordia, il perdono generale dei peccati commessi, una fida custodia dei presenti e di una invitta fortezza contro i mali futuri, acciò imitando l’innocenza di vostra vita possa alla fine spirare quest’anima come voi in presenza di Maria nostra comune signora, per ottenere mediante il patrocinio d’entrambi, dall’Eterno Giudice, favorevole la sentenza in quell’orribile momento da cui dipende la mia eterna salvezza e così goderlo per sempre con Voi Padre rimuneratore in trono rifulgentissimo di gloria.
Amen.



Cripta con la teca argentea del Santo, presso la cattedrale di Santiago de Compostela in Spagna.

(photo by Alessandro Franzoni)


Per sostenere il Blog:

giovedì 18 luglio 2019

Novena in onore di san Giacomo: terzo giorno


Cappella di san Giacomo presso la Basilica di Sant'Antonio a Padova.

(photo by Alessandro Franzoni)


TERZO GIORNO

O glorioso s. Giacomo, che per le vostra purità e poi vostro zelo meritaste di essere da Gesù Cristo, non solo sollevato al grado di apostolo, ma tra gli apostoli stessi privilegiato delle più intime sue confidenze, unitamente a s. Pietro e s. Giovanni, quindi di essere spettatore della sua trasfigurazione sul Taborre, del suo sudor di Sangue nell’Orto, ottenete a noi tutti la grazia di essere sempre così casti, così disinteressati, così fervorosi da meritarci dal cielo le grazie più elette e singolari.

Gloria Patri..

II. O glorioso s. Giacomo, che, annunziando ai popoli della Spagna il Vangelo della salute, instillaste nel cuore di tutti la più profonda venerazione per la santa vergine Maria, o la più viva confidenza nel suo patrocinio, indi con una sola parola confondeste o convertiste alla fede Fileta ed Ermogene che avevano preso l’iniquo assunto di contrariare coi loro artifizii le vostre santissime imprese, ottenete a noi tutti la grazia di applicarci nel miglior modo possibile alla santificazione dei nostri fratelli, e di professare continuamente divozione sincera e fervorosa alla comun madre Maria, che è l'aiuto di tutti i cristiani, e l’arbitra di tutte le grazie.

Gloria Patri..

III. O glorioso s. Giacomo, che, dopo aver persa causa di Gesù Cristo sostenute le più grandi fatiche e affrontati i maggiori pericoli, aveste l’onore di essere il primo fra gli apostoli a sigillare col sangue la vostra fede, non che di convertire negli estremi momenti di vostra vita, ed aver per compagno del vostro martirio quel medesimo Ebreo che sollecitò la vostra condanna presso di Erode, ottenete a noi tutti la grazia di sostenere sempre in pace le fatiche o i travagli di questa terra, e di contraccambiare coi benefici i torti che riceviamo dai nostri fratelli, onde, vivendo come voi nella continua rinnegazione degli appetiti disordinati, meritiamo di essere un giorno vostri compagni nel cielo.

Gloria Patri..



Per sostenere il Blog:

mercoledì 17 luglio 2019

Novena in onore di san Giacomo: secondo giorno


San Giacomo Maggiore dalla Certosa di Parma.

(photo by Nicola de Grandi)


SECONDO GIORNO

I. O glorioso s. Giacomo, che per le vostra purità e poi vostro zelo meritaste di essere da Gesù Cristo, non solo sollevato al grado di apostolo, ma tra gli apostoli stessi privilegiato delle più intime sue confidenze, unitamente a s. Pietro e s. Giovanni, quindi di essere spettatore della sua trasfigurazione sul Taborre, del suo sudor di Sangue nell’Orto, ottenete a noi tutti la grazia di essere sempre così casti, così disinteressati, così fervorosi da meritarci dal cielo le grazie più elette e singolari.

Gloria Patri..

II. O glorioso s. Giacomo, che, annunziando ai popoli della Spagna il Vangelo della salute, instillaste nel cuore di tutti la più profonda venerazione per la santa vergine Maria, o la più viva confidenza nel suo patrocinio, indi con una sola parola confondeste o convertiste alla fede Fileta ed Ermogene che avevano preso l’iniquo assunto di contrariare coi loro artifizii le vostre santissime imprese, ottenete a noi tutti la grazia di applicarci nel miglior modo possibile alla santificazione dei nostri fratelli, e di professare continuamente divozione sincera e fervorosa alla comun madre Maria, che è l'aiuto di tutti i cristiani, e l’arbitra di tutte le grazie.

Gloria Patri..

III. O glorioso s. Giacomo, che, dopo aver persa causa di Gesù Cristo sostenute le più grandi fatiche e affrontati i maggiori pericoli, aveste l’onore di essere il primo fra gli apostoli a sigillare col sangue la vostra fede, non che di convertire negli estremi momenti di vostra vita, ed aver per compagno del vostro martirio quel medesimo Ebreo che sollecitò la vostra condanna presso di Erode, ottenete a noi tutti la grazia di sostenere sempre in pace le fatiche o i travagli di questa terra, e di contraccambiare coi benefici i torti che riceviamo dai nostri fratelli, onde, vivendo come voi nella continua rinnegazione degli appetiti disordinati, meritiamo di essere un giorno vostri compagni nel cielo.

Gloria Patri..



Per sostenere il Blog:

martedì 16 luglio 2019

16 luglio: Beata Vergine Maria del Monte Carmelo


La processione in onore della Vergine del Carmelo tenutasi lo scorso anno a Roma lungo la Via della Conciliazione.

(photo by Andrea D.)








Nel 1245 Innocenzo IV approvò la Regola dei Carmelitani sotto il generalato di san Simone Stock. Il 16 luglio 1251, Maria apparve al santo rimettendogli l'abito che doveva essere il segno distintivo dell'Ordine. Innocenzo IV benedisse questo vestito e concesse numerosi privilegi, non soltanto per i membri di quest'Ordine, ma anche per tutti quelli che entrassero nella Confraternita della Madonna del Monte Carmelo. Portando lo scapolare, che è la riduzione di quello dei Padri Carmelitani, essi partecipano a tutti i loro meriti e possono sperare, da parte della Vergine, una pronta liberazione dal Purgatorio, se sono stati fedeli nell'astinenza, nella castità secondo il loro stato e nel recitare le preghiere prescritte da Giovanni XXII nella Bolla, detta Sabatina, pubblicata il 3 marzo 1322. Così la festa della Madonna del Carmelo, prima particolare alle chiese di quest'Ordine, fu estesa a tutta la cristianità da Benedetto XIII, nel 1726.


...............................

La Santa Messa della ricorrenza liturgica odierna:


(photo by Alessandro Franzoni)

VANGELO (traduzione)

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, una donna alzò la voce in mezzo alla folla e disse: “Beato il grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”. Ma Egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”.

(Vangelo secondo Luca 11, 27 - 28)


Omelia di san Beda il Venerabile


Questa donna si mostra in possesso di devozione, di fede profonda, poiché, mentre gli scribi ed i farisei tentano il Signore e lo bestemmiano, ella riconosce davanti a tutti la sua incarnazione con tanta sincerità, e la confessa con fede così grande, da confondere e la calunnia dei grandi presenti e la perfidia dei futuri eretici. Infatti, come allora i Giudei, bestemmiando contro le opere dello Spirito Santo, negavano che Cristo fosse vero Figlio di Dio consustanziale al Padre; così in seguito gli eretici, negando che Maria sempre Vergine avesse somministrato, per opera e merito dello Spirito Santo, la materia della propria carne al Figlio unigenito di Dio che doveva nascere con un corpo umano, sostennero che non si doveva riconoscere come vero Figlio dell'uomo e della medesima sostanza della madre.

Ma se si ritiene che il corpo preso dal Verbo di Dio incarnandosi è estraneo alla carne della vergine Madre, senza motivo vengono detti beati il seno che lo portò e il petto che lo allattò. Ora l'Apostolo dice: «Poiché Dio mandò il suo Figlio, fatto da una donna, sottomesso alla legge». E non bisogna dar retta a coloro che pensano si debba leggere: Nato da una donna, sottomesso alla legge, ma bisogna invece leggere: «Fatto da una donna»; perché, concepito nel seno di una vergine, ha tratto la carne non dal nulla, non da altra cosa, ma dalla carne materna. Altrimenti non si potrebbe dire con verità Figlio dell'uomo colui che non ha avuto origine dall'uomo. Anche noi dunque alziamo la nostra voce contro Eutiche insieme con la Chiesa cattolica, di cui questa donna fu figura; solleviamo anche la mente dal mezzo della folla e diciamo al Salvatore: «Beato il seno che ti ha portato e il petto che hai succhiato». Poiché è veramente madre beata ella che, come disse un autore, ha dato alla luce il Re, che regge il cielo e la terra per i secoli.

«Non solo, ma beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». Il Salvatore approva eminentemente l'attestazione di questa donna, affermando che è beata non soltanto colei che aveva meritato di essere madre corporale del Verbo di Dio, ma che sono beati anche tutti coloro che si sforzeranno di concepire spiritualmente lo stesso Verbo istruendosi nella fede e che, praticando le buone opere, lo faranno nascere e quasi lo alimenteranno sia nel proprio cuore, sia in quello del prossimo. Infatti la stessa Madre di Dio è sì beata per aver contribuito nel tempo all'incarnazione del Verbo, ma è molto più beata perché meritò, amandolo sempre, di custodirlo in sé eternamente.


.....................................



Meditazione "La Madonna del Carmelo" da Intimità divina di Padre Gabriele di Santa Maria Maddalena, O.C.D., 1961.



Per sostenere il Blog:

Inizio della Noveva in onore di san Giacomo il Maggiore


(foto dalla pagina facebook della Parrocchia SS Nicolò e Giacomo di Capizzi, Messina)


PRIMO GIORNO

I. O glorioso s. Giacomo, che per le vostra purità e poi vostro zelo meritaste di essere da Gesù Cristo, non solo sollevato al grado di apostolo, ma tra gli apostoli stessi privilegiato delle più intime sue confidenze, unitamente a s. Pietro e s. Giovanni, quindi di essere spettatore della sua trasfigurazione sul Taborre, del suo sudor di Sangue nell’Orto, ottenete a noi tutti la grazia di essere sempre così casti, così disinteressati, così fervorosi da meritarci dal cielo le grazie più elette e singolari.

Gloria Patri..

II. O glorioso s. Giacomo, che, annunziando ai popoli della Spagna il Vangelo della salute, instillaste nel cuore di tutti la più profonda venerazione per la santa vergine Maria, o la più viva confidenza nel suo patrocinio, indi con una sola parola confondeste o convertiste alla fede Fileta ed Ermogene che avevano preso l’iniquo assunto di contrariare coi loro artifizii le vostre santissime imprese, ottenete a noi tutti la grazia di applicarci nel miglior modo possibile alla santificazione dei nostri fratelli, e di professare continuamente divozione sincera e fervorosa alla comun madre Maria, che è l'aiuto di tutti i cristiani, e l’arbitra di tutte le grazie.

Gloria Patri..

III. O glorioso s. Giacomo, che, dopo aver persa causa di Gesù Cristo sostenute le più grandi fatiche e affrontati i maggiori pericoli, aveste l’onore di essere il primo fra gli apostoli a sigillare col sangue la vostra fede, non che di convertire negli estremi momenti di vostra vita, ed aver per compagno del vostro martirio quel medesimo Ebreo che sollecitò la vostra condanna presso di Erode, ottenete a noi tutti la grazia di sostenere sempre in pace le fatiche o i travagli di questa terra, e di contraccambiare coi benefici i torti che riceviamo dai nostri fratelli, onde, vivendo come voi nella continua rinnegazione degli appetiti disordinati, meritiamo di essere un giorno vostri compagni nel cielo.

Gloria Patri..



(foto dalla pagina facebook della Parrocchia SS Nicolò e Giacomo di Capizzi, Messina)


Per sostenere il Blog:

lunedì 15 luglio 2019

15 luglio: sant'Enrico imperatore





IN BREVE

Sant’Enrico, che imperatore dei Romani, si adoperò insieme alla moglie santa Cunegonda per rinnovare la vita della Chiesa e propagare la fede di Cristo in tutta l’Europa; mosso da zelo missionario, istituì molte sedi episcopali e fondò monasteri. A Grona vicino a Göttingen in Germania lasciò in questo giorno la vita.

(dal Martirologio Romano)  



Per sostenere il Blog:

domenica 14 luglio 2019

Quinta domenica dopo Pentecoste ad Oriago di Mira (Venezia)


Santa Messa letta alle ore 16:00 presso la chiesa di San Pietro Apostolo ad Oriago di Mira (Venezia).

(photo and video by Alessandro Franzoni)











VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Nisi abundáverit iustítia vestra plus quam scribárum et pharisæórum, non intrábitis in regnum cœlórum. Audístis, quia dictum est antíquis: Non occídes: qui autem occíderit, reus erit iudício. Ego autem dico vobis: quia omnis, qui iráscitur fratri suo, reus erit iudício. Qui autem díxerit fratri suo, raca: reus erit concílio. Qui autem díxerit, fátue: reus erit gehénnæ ignis. Si ergo offers munus tuum ad altáre, et ibi recordátus fúeris, quia frater tuus habet áliquid advérsum te: relínque ibi munus tuum ante altáre et vade prius reconciliári fratri tuo: et tunc véniens ófferes munus tuum.

(Vangelo secondo Matteo 5, 20 - 24)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Se la vostra giustizia non sarà stata più grande di quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli. Avete sentito che è stato detto agli antichi: Non uccidere; chi infatti avrà ucciso sarà condannato in giudizio. Ma io vi dico che chiunque si adira col fratello sarà condannato in giudizio. Chi avrà detto a suo fratello: raca, imbecille, sarà condannato nel Sinedrio. E chi gli avrà detto: pazzo; sarà condannato al fuoco della geenna. Se dunque porti la tua offerta all’altare e allora ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia la tua offerta all’altare e va prima a riconciliarti con tuo fratello, e poi, ritornato, fa la tua offerta.

Omelia:



Elevazioni:





Per sostenere il Blog:

sabato 13 luglio 2019

E Palombella volò dalla Cappella Musicale Pontificia Sistina (Vatican Insider)


(photo by Alessandro Franzoni)


Da Vatican Insider (11 luglio 2019)

Il finora direttore ha concluso nei giorni scorsi il suo servizio alla guida dello storico coro, commissariato mesi fa da Papa Francesco dopo l’indagine per ammanchi economici e problemi amministrativi. Ora viene “restituito” alla Congregazione salesiana dalla quale proviene che deciderà quale ministero affidargli.

Su monsignor Massimo Palombella e sul direttore amministrativo della Cappella musicale, Michelangelo Nardella, la magistratura vaticana aveva avviato nel settembre 2018 una indagine per alcune vicende che implicavano reati finanziari quali riciclaggio, peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato. A gennaio, con un Motu proprio, Bergoglio aveva deciso poi di dare un nuovo assetto modificando la giurisdizione della storica Cappella Musicale che, dopo decenni, passava dalla Prefettura della Casa pontificia all’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche, diretto da monsignor Guido Marini. 

L’intera amministrazione economica dell’ente è stata invece affidata a monsignor Guido Pozzo, fino a quel momento segretario della Commissione “Ecclesia Dei” soppressa con lo stesso documento papale. Documento nel quale non venivano menzionati i nomi di Nardella e Palombella. Interpellato a riguardo da Vatican Insider il direttore ad interim della Sala Stampa vaticana, Alessandro Gisotti, spiegava che fino a quando non si fosse concluso il procedimento sugli aspetti economico-amministrativi, monsignor Palombella avrebbe continuato «a dirigere il coro rispondendo direttamente a monsignor Marini, che guida tutte le attività della Cappella Musicale Pontificia, compresa quella artistica, come stabilito dal motu proprio».


A distanza di sei mesi è giunto quindi il “sì” del Papa al definitivo cambio di guardia del coro composto attualmente da venti cantori adulti stabili e circa trentacinque giovani cantori. «Il Santo Padre ha accolto la richiesta del Maestro di terminare il suo incarico», recita una breve nota della Sala Stampa vaticana, che aggiunge: «La decisione è stata presa dopo aver raccolto il concorde parere della Congregazione dei Salesiani di Don Bosco e dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice».

Palombella è quindi «ora a disposizione della Congregazione Salesiana per il nuovo ministero che gli verrà affidato». Da notate che, al contrario di quanto avvenuto per i suoi predecessori al termine del loro mandato, non è stato nominato direttore emerito, né protonotario apostolico o membro della Cappella papale.

Al suo posto subentra come direttore, con incarico ad interim, monsignor Marcos Pavan, dal ‘98 maestro dei Pueri Cantores della medesima Cappella Sistina. Nato nel 1962 a San Paolo del Brasile, dove ha conseguito la laurea in Giurisprudenza, ha ottenuto a Roma la Licenza “Summa cum Laude” in Diritto canonico presso l’Università San Tommaso d’Aquino. Nel 2005 era stato nominato monsignore da Benedetto XVI e nel 2015 Francesco lo aveva voluto coadiutore del Capitolo della Basilica di San Pietro in Vaticano.

Pavan ha partecipato a diversi concerti in Italia e all’estero, sia come solista che come direttore di coro e ha all’attivo diverse registrazioni nell’ambito della musica sacra. Dal 2013 collabora con l’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice come direttore del Coro guida “Mater Ecclesiae” nelle liturgie papali e dal 2017 collabora anche con il Coro infantile del Teatro dell’Opera di Roma.

La sua scelta come guida ad interim del coro viene dal maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, monsignor Guido Marini, e si inserisce in quella succitata “riforma” voluta da Bergoglio della Cappella musicale. In attività dal 1471, con il nome del “Collegio dei Cappellani cantori”, formatosi poco tempo il ritorno del Papa da Avignone a Roma, il coro della Cappella Musicale Pontificia Sistina ha sempre brillato nella storia di Roma come «alto luogo di espressione artistica e liturgica a servizio delle solenni celebrazioni dei Pontefici».

Inizialmente si esibiva dentro la splendida cappella di Michelangelo (da qui il nome), poi passò nella Basilica di San Pietro e in tutti gli altri luoghi in cui i Papi lo richiedevano, divenendo nel tempo un ente autonomo che si esibisce anche in concerti in giro per il mondo. Proprio per il legame diretto con le maggiori celebrazioni papali, la Cappella musicale trovò il proprio ancoraggio istituzionale dapprima entro il cosiddetto “Maggiordomato” di Sua Santità, e, successivamente, nella Prefettura della Casa Pontificia, godendo però di autonoma amministrazione.

Papa Francesco aveva deciso a gennaio di inserirla nell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche, quale luogo di «custodia e promozione della prestigiosa eredità artistico-musicale prodotta nei secoli dalla Cappella stessa per le solenni liturgie dei Pontefici». Un modo, in sostanza, per ricordare all’antico coro la vocazione originaria e fargli ritrovare la giusta direzione dopo che nel maggio 2018 - ben prima delle indagini finanziarie - aveva attirato forti critiche la sua partecipazione alla mostra allestita al Metropolitan Museum di New York “Heavenly bodies”, un evento sul rapporto tra sacro e profano nella moda, nella musica e nell’arte patrocinato dal Pontificio Consiglio per la CulturaNon erano state poche le madri dei pueri cantores a lamentarsi e protestare tramite lettere a monsignor Georg Gänswein dello scarso controllo e del poco decoro dopo che sui social avevano fatto il giro le fotografie dei coristi della Sistina in divisa (in gran parte padri di famiglia, non minori) accanto a superstar di musica e cinema in abiti succinti e, per certi versi, dissacranti. Da lì l’occhio del Pontefice si era spostato sulla Cappella Sistina ed erano state quindi avviate due indagini interne che avevano fatto emergere, tra le altre cose, i gravi reati finanziari.

FONTE


Per sostenere il Blog:

venerdì 12 luglio 2019

12 luglio: san Giovanni Guadalberto abate


Maestro del Polittico di Ciriè, Ante del Trittio con i Santi Gerolamo e Giovanni Guadalberto con un devoto, presso palazzo Madama, Torino.




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Audístis, quia dictum est: Diliges próximum tuum, et ódio habébis inimícum tuum. Ego autem dico vobis: Dilígite inimícos vestros, benefácite his, qui odérunt vos, et oráte pro persequéntibus et calumniántibus vos, ut sitis fílii Patris vestri, qui in coelis est: qui solem suum oriri facit super bonos et malos, et pluit super iustos et iniústos. Si enim dilígitis eos, qui vos díligunt, quam mercédem habébitis? nonne et publicáni hoc fáciunt? Et si salutavéritis fratres vestros tantum, quid ámplius tácitis? nonne et éthnici hoc fáciunt? Estóte ergo vos perfécti, sicut et Pater vester coeléstis perféctus est.

(Vangelo secondo Matteo 5, 43 - 48)

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete udito che fu detto: “Amerai il tuo prossimo ed odierai il tuo nemico". Ma io vi dico: amate i vostri nemici; fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi perseguitano e vi calunniano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; il quale fa sorgere il suo sole sui buoni e sui cattivi e fa piovere su giusti ed ingiusti. Ché se amate chi vi ama, quale premio ne avrete? Non fanno altrettanto anche i pubblicani? E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di speciale? Non fanno altrettanto i pagani? Siate adunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».



(photo by Alessandro Franzoni)


Per sostenere il Blog:

giovedì 11 luglio 2019

Aurelio Porfiri, Il canto d'ingresso alla Santa Messa


Un'interessante riflessione del liturgista, musicologo e compositore trasteverino Aurelio Porfiri a riguardo del canto d'ingresso alla Santa Messa: 


Video 1:



Video 2:



Per sostenere il Blog:

martedì 9 luglio 2019

Santa Messa privata a Vicenza


Presso la chiesa di San Lorenzo in Vicenza.
Celebrante mons Richard Soseman.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Cum turbæ irrúerent in Iesum, ut audírent verbum Dei, et ipse stabat secus stagnum Genésareth. Et vidit duas naves stantes secus stagnum: piscatóres autem descénderant et lavábant rétia. Ascéndens autem in unam navim, quæ erat Simónis, rogávit eum a terra redúcere pusíllum. Et sedens docébat de navícula turbas. Ut cessávit autem loqui, dixit ad Simónem: Duc in altum, et laxáte rétia vestra in captúram. Et respóndens Simon, dixit illi: Præcéptor, per totam noctem laborántes, nihil cépimus: in verbo autem tuo laxábo rete. Et cum hoc fecíssent, conclusérunt píscium multitúdinem copiósam: rumpebátur autem rete eórum. Et annuérunt sóciis, qui erant in ália navi, ut venírent et adiuvárent eos. Et venérunt, et implevérunt ambas navículas, ita ut pæne mergeréntur. Quod cum vidéret Simon Petrus, prócidit ad génua Iesu, dicens: Exi a me, quia homo peccátor sum, Dómine. Stupor enim circumdéderat eum et omnes, qui cum illo erant, in captúra píscium, quam céperant: simíliter autem Iacóbum et Ioánnem, fílios Zebedǽi, qui erant sócii Simónis. Et ait ad Simónem Iesus: Noli timére: ex hoc iam hómines eris cápiens. Et subdúctis ad terram návibus, relictis ómnibus, secuti sunt eum.

(Vangelo secondo Luca 5, 1 - 11)

Traduzione:

In quel tempo: Affollàtesi le turbe attorno a Gesú per udire la parola di Dio, Egli si teneva sulla riva del lago di Genézareth. E vide due barche tirate a riva, poiché i pescatori erano discesi e lavavano le reti. Salendo in una barca, che era di Simone, lo pregò di allontanarlo un poco dalla spiaggia; e sedendo insegnava alle turbe dalla navicella. Quando finí di parlare, disse a Simone: Va al largo, e getta le reti per la pesca. E rispondendogli, Simone disse: Maestro, per tutta la notte abbiamo lavorato senza prendere niente, tuttavia, sulla tua parola, getterò la rete. E fattolo, presero una cosí grande quantità di pesci che le reti si rompevano. E allora fecero segno ai compagni che erano nell’altra barca affinché venissero ad aiutarli. E vennero, e riempirono le due barche al punto che stavano per affondare. Visto questo, Simone Pietro si gettò ai piedi di Gesú, dicendo: Allontanati da me, o Signore, poiché sono un peccatore. Lo spavento infatti si era impadronito di lui e di quelli che erano con lui a causa della pesca: ed erano sbigottiti anche Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano compagni di Simone. E Gesú disse a Simone: Non temere: d’ora in poi sarai pescatore di uomini. E avendo tirato a secco le barche, lasciata ogni cosa, lo seguirono.





Raffaello, Pesca miracolosa, Cartone per gli arazzi della Cappella Sistina in Vaticano, 1515-16.

(photo by David Napolitano)


Per sostenere il Blog: