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sabato 23 marzo 2019

Visita del patriarca F.Moraglia a San Simeon Piccolo (Venezia)



Visita pastorale del patriarca di Venezia S.E. Rev.ma Francesco Moraglia alla cappellania della Fraternità Sacerdotale San Pietro, presso la chiesa di San Simeon Piccolo,
nella giornata odierna di sabato 23 marzo 2019.

Adorazione Solenne con predica alle ore 16:00.

A seguire, la consueta Messa feriale delle ore 18:30 celebrata da don Joseph Kramer FSSP.

venerdì 22 marzo 2019

Nella lista di Chiesaepostconcilio (e MessainLatino)!

Il Blog è stato da poco inserito tra quelli preferiti a seguiti dal più famoso Chiesaepostconcilio, sulla destra nella versione Web!


Un ringraziamento alla Redazione di Chiesaepostconcilio, Blog tra i più seguiti del "mondo tradizionale" in senso lato e che è prossimo a sfiorare le 12 milioni di visulizzazioni!



Da quasi un anno, inoltre, il Blog è presente nella lista di MessainLatino, sulla sinistra nella versione Web:




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giovedì 21 marzo 2019

San Benedetto Abate a Padova


Santa Messa cantata, 
presso la chiesa di San Benedetto Novello, a Padova,
per le cure del Comitato San Canziano - Padova.
E' intervenuta la Schola Cantorum "Scriptoria" di Este.

(photo and video by Alessandro Franzoni)














VANGELO:

Allora Pietro, replicando, gli disse: Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e t’abbiam seguitato; che ne avremo dunque? E Gesù disse loro: Io vi dico in verità che nella nuova creazione, quando il Figliuol del l’uomo sederà sul trono della sua gloria, anche voi che m’avete seguitato, sederete su dodici troni a giudicar le dodici tribù d’Israele. E chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figliuoli, o campi per amor del mio nome, ne riceverà cento volte tanti, ed erederà la vita eterna.

(Vangelo secondo Matteo 19, 27 - 29)





Prime Incensazioni:



Credo:



Sanctus:



Agnus Dei:



Communio (Fidelis Servus):



Alla fine della Santa Messa è stato letto il Vangelo della Feria V della seconda settimana di Quaresima, al posto del consueto Prologo giovanneo, dato che la Messa di San Benedetto aveva Vangelo proprio:


In illo témpore: Dixit Iesus pharisaeis: Homo quidam erat dives, qui induebátur púrpura et bysso: et epulabátur cotídie spléndide. Et erat quidam mendícus, nómine Lázarus, qui iacébat ad iánuam eius, ulcéribus plenus, cúpiens saturári de micis, quæ cadébant de mensa dívitis, et nemo illi dabat: sed et canes veniébant et lingébant úlcera eius. Factum est autem, ut morerétur mendícus, et portarétur ab Angelis in sinum Abrahæ. Mórtuus est autem et dives, et sepúltus est in inférno. Elevans autem óculos suos, cum esset in torméntis, vidit Abraham a longe, et Lázarum in sinu eius: et ipse clamans, dixit: Pater Abraham, miserére mei, et mitte Lázarum, ut intíngat extrémum dígiti sui in aquam, ut refrígeret linguam meam, quia crúcior in hac flamma. Et dixit illi Abraham: Fili, recordáre, quia recepísti bona in vita tua, et Lázarus simíliter mala: nunc autem hic consolátur, tu vero cruciáris. Et in his ómnibus, inter nos et vos chaos magnum firmátum est: ut hi, qui volunt hinc transíre ad vos, non possint, neque inde huc transmeáre. Et ait: Rogo ergo te, pater, ut mittas eum in domum patris mei. Hábeo enim quinque fratres, ut testétur illis, ne et ipsi véniant in hunc locum tormentórum. Et ait illi Abraham: Habent Móysen et Prophétas: áudiant illos. At ille dixit: Non, pater Abraham: sed si quis ex mórtuis íerit ad eos, pæniténtiam agent. Ait autem illi: Si Móysen et Prophétas non áudiunt, neque si quis ex mórtuis resurréxerit, credent.

(Vangelo secondo Luca 16, 19 - 31)

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse ai Farisei: «C'era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso e tutti i giorni banchettava splendidamente. E c'era un mendico, chiamato Lazzaro, il quale, pieno di piaghe, stava buttato al portone di lui, bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco, ma nessuno gliele dava: venivano invece i cani a leccare le sue piaghe. Or avvenne che il mendico morì, e fu portato dagli Angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto nell'inferno. Allora alzando gli occhi, mentre era nei tormenti, egli vide lontano Abramo, e Lazzaro nel suo seno. E disse, gridando: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a bagnar la punta del suo dito nell'acqua, per rinfrescarmi la lingua, perché io spasimo in questa fiamma”. Ma Abramo gli disse: “Figliolo, ricordati che tu avesti i beni in vita, mentre Lazzaro allora ebbe dei mali: e quindi ora lui è consolato e tu soffri. E poi, tra noi e voi c'è un grande abisso, tale che quelli che vogliono di qui passare a voi non possono, né di costà a noi possono valicare”. E quello replicò: “Allora, o padre, ti prego, che tu lo mandi a casa del padre mio, ché ho cinque fratelli, affinché li avverta di queste cose e non vengano anch'essi in questo luogo di tormenti”. E Abramo gli rispose: “Hanno Mosè ed i profeti: ascoltino quelli”. Replicò l'altro: “No, padre Abramo, ma se uno dai morti andrà presso di loro, si convertiranno”. Ma Abramo gli rispose: “Se non ascoltano Mosè ed i profeti, non crederanno nemmeno se uno risuscitasse da morte”».


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mercoledì 20 marzo 2019

Un'altra finestra sul (buio?) Medioevo.. (n.7)


SS Vincenzo e Teodoro, affresco proveniente dalla chiesa rupestre di San Nicola presso Faggiano (Taranto), fine XIII sec/inizi XIV.



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martedì 19 marzo 2019

San Giuseppe Sposo della Beata Vergine a Roma


Santa Messa solenne,
chiesa della Santissima Trinità dei pellegrini, Roma.


(photo by Alessandro Franzoni)


Introito:



VANGELO


Cum esset desponsáta Mater Iesu María Ioseph, ántequam convenírent, invénta est in útero habens de Spíritu Sancto. Ioseph autem, vir eius, cum esset iustus et nollet eam tradúcere, vóluit occúlte dimíttere eam. Hæc autem eo cogitánte, ecce, Angelus Dómini appáruit in somnis ei, dicens: Ioseph, fili David, noli timére accípere Maríam cóniugem tuam: quod enim in ea natum est, de Spíritu Sancto est. Páriet autem fílium, et vocábis nomen eius Iesum: ipse enim salvum fáciet pópulum suum a peccátis eórum.

(Vangelo secondo Matteo 1, 18 - 21)


Traduzione:

Essendo Maria, la Madre di Gesù, sposata a Giuseppe, prima di abitare con lui fu trovata incinta, per virtù dello Spirito Santo. Ora, Giuseppe, suo marito, essendo giusto e non volendo esporla all’infamia, pensò di rimandarla segretamente. Mentre pensava questo, ecco apparirgli in sogno un Angelo del Signore, che gli disse: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere Maria come tua sposa: poiché quel che è nato in lei è opera dello Spirito Santo. Ella partorirà un figlio, cui porrai nome Gesù: perché egli libererà il suo popolo dai suoi peccati.







Incensazioni:



Comunione:





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lunedì 18 marzo 2019

Nuovo volantino di Fra.Tino a Venezia

Qui di seguito il volantino affisso, l'ultimo di una serie, del "corvo" in San Marco, Fra.Tino, pseudonimo col quale si autodefinisce l'anonimo personaggio, che anche facendo i nomi e lanciando accuse precise e circostanziate, sta provocando turbamento nella Curia Veneziana. 

Dato che non sono citati questa volta i nomi precisi di alcuno, ecco l'ultimo, apparso lo scorso 14 marzo (il responsabile del Blog non vuole assolutamente entrare nel merito delle indagini avviate ma solo portarlo all'attenzione dei suoi lettori):


Dei tanti passaggi ai lettori sfuggiranno sia il contesto che i riferimenti puntuali e le questioni sollevate dalle domande retoriche aperte sono immense... è comunque tempo che venga chiesta una maggiore trasparenza, proprio per scongiurare il crearsi di situazioni di questo genere.

Una preghiera per la nostra cara Chiesa veneziana!


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domenica 17 marzo 2019

Seconda domenica di Quaresima


Santa Messa letta con cantici,
chiesa di San Canziano (Padova).

(photo by Alessandro Franzoni)








VANGELO

In illo témpore: Assúmpsit Iesus Petrum, et Iacóbum, et Ioánnem fratrem eius, et duxit illos in montem excélsum seórsum: et transfigurátus est ante eos. Et resplénduit fácies eius sicut sol: vestiménta autem eius facta sunt alba sicut nix. Et ecce, apparuérunt illis Móyses et Elías cum eo loquéntes. Respóndens autem Petrus, dixit ad Iesum: Dómine, bonum est nos hic esse: si vis, faciámus hic tria tabernácula, tibi unum, Móysi unum et Elíæ unum. Adhuc eo loquénte, ecce, nubes lúcida obumbrávit eos. Et ecce vox de nube, dicens: Hic est Fílius meus diléctus, in quo mihi bene complácui: ipsum audíte. Et audiéntes discípuli, cecidérunt in fáciem suam, et timuérunt valde. Et accéssit Iesus, et tétigit eos, dixítque eis: Súrgite, et nolíte timére. Levántes autem óculos suos, néminem vidérunt nisi solum Iesum. Et descendéntibus illis de monte, præcépit eis Iesus, dicens: Némini dixéritis visiónem, donec Fílius hóminis a mórtuis resúrgat. 

(Vangelo secondo Matteo 17, 1 - 9)


Elevazioni:










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sabato 16 marzo 2019

Sante Messe private a Palazzo Massimo (Roma)


Direttamente da Palazzo Massimo alle Colonne, a Roma,
Sante Messe private in ricordo del miracolo di San Filippo Neri.




(photo by Graeme Jolly)







Il 16 marzo di ogni anno viene commemorato a Roma il miracolo di S. Filippo Neri che nel 1583 riportò in vita il giovane Paolo Massimo e in tale occasione è possibile visitare il luogo in cui tale miracolo avvenne: il Palazzo Massimo alle Colonne e, in particolare, la stanza trasformata in cappella.

Il primo gennaio del 1583 il giovane Paolo, allora quattordicenne, figlio del Principe Fabrizio Massimo, discepolo di S. Filippo, si ammalò di una febbre che sarebbe durata sessantacinque giorni. Filippo lo visitava ogni giorno, ma non poté assisterlo negli ultimi istanti della sua vita, poiché proprio quando giunsero i messaggeri per avvisarlo della fine ormai imminente, stava celebrando la Messa. Al suo arrivo nel palazzo il ragazzo dunque era già morto. San Filippo, commosso, entrò nella stanza e si gettò all’estremità del letto. Pregò per alcuni minuti intensamente, con le sue consuete palpitazioni del cuore e il tremore del corpo. Con l’acqua santa poi cosparse il volto del ragazzo, mettendogliene un po’ anche in bocca. Soffiò sul suo volto e lo chiamò a gran voce: “Paolo! Paolo!”. Il ragazzo si risvegliò come da un sonno profondo, aprì gli occhi e disse: “Padre, ho dimenticato di riferire un peccato, vorrei confessarmi”. San Filippo ascoltò la sua confessione e lo assolse. Gli parlò di sua madre e di sua sorella, ormai defunte, e il giovane rispondeva con prontezza, come se fosse in salute. Filippo domandò a Paolo se a quel punto poteva morire di buon grado; Paolo disse di sì. Filippo glielo domandò una seconda volta, e Paolo disse: “Sì, volentieri – specialmente per vedere mia madre e mia sorella in Paradiso”. “Va’, e che tu sia benedetto, e prega Dio per me”, disse S. Filippo mentre lo benediceva; subito dopo, con aria serena, il ragazzo spirò tranquillamente tra le sue braccia.

La commemorazione del miracolo è anche l’occasione per visitare uno dei palazzi più belli del primo Rinascimento romano, quello che viene descritto come il capolavoro di Baldassarre Peruzzi.






(photo by John Egan)




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Sabato delle Quattro Tempora di Quaresima


Tiziano Vecellio, La Trasfigurazione, Chiesa di San Salvador, Venezia.

(photo by Nicola de Grandi)




VANGELO


In illo témpore: Assúmpsit Iesus Petrum, et Iacóbum, et Ioánnem fratrem eius, et duxit illos in montem excélsum seórsum: et transfigurátus est ante eos. Et resplénduit fácies eius sicut sol: vestiménta autem eius facta sunt alba sicut nix. Et ecce, apparuérunt illis Moyses et Elías cum eo loquéntes. Respóndens autem Petrus, dixit ad Iesum: Dómine, bonum est nos hic esse: si vis, faciámus hic tria tabernácula, tibi unum, Móysi unum et Elíæ unum. Adhuc eo loquénte, ecce, nubes lúcida obumbrávit eos. Et ecce vox de nube, dicens: Hic est Fílius meus diléctus, in quo mihi bene complácui: ipsum audíte. Et audiéntes discípuli, cecidérunt in fáciem suam, et timuérunt valde. Et accéssit Iesus, et tétigit eos, dixítque eis: Súrgite, et nolíte timére. Levántes autem óculos suos, néminem vidérunt nisi solum Iesum. Et descendéntibus illis de monte, præcépit eis Iesus, dicens: Némini dixéritis visiónem, donec Fílius hóminis a mórtuis resúrgat.

(Vangelo secondo Matteo 17, 1- 9)


Traduzione:


In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello, e li condusse in disparte, su un alto monte; e, davanti a loro, si trasfigurò. Il suo volto si fece splendente come il sole, le sue vesti divennero candide come la neve. Ed ecco, apparvero Mosè ed Elia, in colloquio con lui. Pietro allora, prendendo la parola, disse a Gesù: «Signore, è bene per noi stare qui. Se vuoi, facciamo qui tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia». Mentr'egli ancora parlava, ecco una nube luminosa li avvolse, e una voce dalla nube disse: «Questo è il mio Figlio diletto, nel quale ho riposto la mia compiacenza: ascoltatelo». A questa voce, i discepoli caddero faccia a terra, e furon presi da grande spavento. Ma Gesù si accostò a loro, li toccò e disse: «Alzatevi e non abbiate timore». Ed essi, alzati gli occhi, non videro più alcuno, all'infuori di Gesù. Mentre scendevano dal monte, Gesù diede loro quest'ordine: «Non fate parola ad alcuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo sia risorto dai morti».



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venerdì 15 marzo 2019

Venerdì delle Quattro Tempora di Quaresima


Sebastiano Conca, Episodio della Piscina Probatica, 
1731-1732, Siena, Chiesa della Santissima Annunziata, affresco.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO


In illo témpore: Erat dies festus Iudæórum, et ascéndit Iesus Ierosólymam. Est autem Ierosólymis Probática piscína, quæ cognominátur hebráice Bethsáida, quinque pórticus habens. In his iacébat multitúdo magna languéntium, cæcórum, claudórum, aridórum exspectántium aquæ motum. Angelus autem Dómini descendébat secúndum tempus in piscínam, et movebátur aqua. Et, qui prior descendísset in piscínam post motiónem aquæ, sanus fiébat, a quacúmque detinebátur infirmitáte. Erat autem quidam homo ibi, trigínta et octo annos habens in infirmitáte sua. Hunc cum vidísset Iesus iacéntem, et cognovisset, quia iam multum tempus habéret, dicit ei: Vis sanus fíeri? Respóndit ei lánguidus: Dómine, hóminem non hábeo, ut, cum turbáta fúerit aqua, mittat me in piscínam: dum vénio enim ego, álius ante me descéndit. Dicit ei Iesus: Surge, tolle grabátum tuum, et ámbula. Et statim sanus factus est homo ille: et sústulit grabátum suum, et ambulábat. Erat autem sábbatum in die illo. Dicébant ergo Iudaei illi, qui sanátus fúerat: Sábbatum est, non licet tibi tóllere grabátum tuum. Respóndit eis: Qui me sanum fecit, ille mihi dixit: Tolle grabátum tuum, et ámbula. Interrogavérunt ergo eum: Quis est ille homo, qui dixit tibi: Tolle grabátum tuum et ámbula? Is autem, qui sanus fúerat efféctus, nesciébat, quis esset. Iesus enim declinávit a turba constitúta in loco. Póstea invénit eum Iesus in templo, et dixit illi: Ecce, sanus factus es: iam noli peccáre, ne detérius tibi áliquid contíngat. Abiit ille homo, et nuntiávit Iudaeis, quia Iesus esset, qui fecit eum sanum.

(Vangelo secondo Giovanni 5, 1 - 15)


Traduzione:


In quel tempo, essendo una festa dei Giudei, Gesù andò a Gerusalemme. Or in Gerusalemme presso la Porta del Gregge vi è una piscina, detta in ebraico: Betesda, con cinque portici. Sotto di essi giaceva gran quantità d'infermi, ciechi, zoppi o paralitici ad aspettare il moto dell'acqua. Un Angelo del Signore, infarti, scendeva ogni tanto nella piscina, e l'acqua n'era agitata. E chi per primo vi si tuffava dopo il moto dell'acqua, guariva da qualunque malattia fosse afflitto. E vi stava un uomo che era infermo da trentotto anni. Gesù, vistolo giacere, e sapendo che da molto tempo si trovava in quella condizione, gli disse: «Vuoi esser guarito?». Rispose l'infermo: «Signore, non ho nessuno che mi metta nella vasca quando l'acqua è agitata; e quando mi accosto io, un altro vi è già disceso prima di me». Gesù gli disse: «Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina». E nell'istante l'uomo guarì e, preso il lettuccio, cominciò a camminare. Or quel giorno era un sabato. E quindi i Giudei dicevano al risanato: «È sabato, non ti è lecito portare il tuo lettuccio». Ma egli rispose loro: «Quello stesso che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi il tuo lettuccio e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è quell'uomo che t'ha detto: “Prendi il tuo lettuccio e cammina"». Ma il guarito non sapeva chi fosse, perché Gesù s'era allontanato dalla folla che era colà. Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco, sei guarito, non peccar più, che non ti avvenga di peggio». E quegli andò a riferire ai Giudei che era Gesù quello che lo aveva guarito.




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mercoledì 13 marzo 2019

Mercoledì delle Quattro Tempora di Quaresima


Pietà,
chiesa di San Giacomo a Schio (Vicenza)

(photo by Alessandro Franzoni)





VANGELO


In illo témpore: Respondérunt Iesu quidam de scribis et pharisaeis, dicéntes: Magíster, vólumus a te signum vidére. Qui respóndens, ait illis: Generátio mala et adúltera signum quærit: et signum non dábitur ei, nisi signum Ionæ Prophétæ. Sicut enim fuit Ionas in ventre ceti tribus diébus et tribus nóctibus: sic erit Fílius hóminis in corde terræ tribus diébus et tribus nóctibus. Viri Ninivítæ surgent in iudício cum generatióne ista, et condemnábunt eam: quia pæniténtiam egérunt in prædicatióne Ionæ. Et ecce plus quam Ionas hic. Regína Austri surget in iudício cum generatióne ista, et condemnábit eam: quia venit a fínibus terræ audire sapiéntiam Salomónis. Et ecce plus quam Sálomon hic. Cum autem immúndus spíritus exíerit ab hómine, ámbulat per loca árida, quærens réquiem, et non invénit. Tunc dicit: Revértar in domum meam, unde exívi. Et véniens invénit eam vacántem, scopis mundátam, et ornátam. Tunc vadit, et assúmit septem álios spíritus secum nequióres se, et intrántes hábitant ibi: et fiunt novíssima hóminis illíus pe-ióra prióribus. Sic erit et generatióni huic péssimæ. Adhuc eo loquénte ad turbas, ecce, Mater eius et fratres stabant foris, quæréntes loqui ei. Dixit autem ei quidam: Ecce, mater tua et fratres tui foris stant, quæréntes te. At ipse respóndens dicénti sibi, ait: Quæ est mater mea, et qui sunt fratres mei? Et exténdens manum in discípulos suos, dixit: Ecce mater mea et fratres mei. Quicúmque enim fécerit voluntátem Patris mei, qui in coelis est: ipse meus frater et soror et mater est.

(Vangelo secondo Matteo 12, 38 - 50)


Traduzione:

Gli replicarono alcuni Scribi e Farisei: «Maestro, desideriamo vederti fare un prodigio». Ma egli rispose: «Questa generazione malvagia e adultera cerca un segno, e non le sarà dato altro che quello del profeta Giona. Infatti come Giona stette tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell'uomo starà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. I Niniviti sorgeranno, nel giudizio, contro questa generazione e la condanneranno, perché essi fecero penitenza alla predicazione di Giona: ed ecco vi è qui uno che è da più di Giona. La Regina del Mezzodì sorgerà nel giudizio contro questa generazione e la condannerà, perché essa venne dagli ultimi confini della terra per udire la sapienza di Salomone; ed ecco qui uno che è più di Salomone. Quando lo spirito immondo è stato fatto uscire da un uomo, vagola per luoghi aridi in cerca di riposo, e non lo trova. Allora dice: "Tornerò a casa mia da cui sono uscito". E quando vi arriva, la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va a prendere seco altri sette spiriti peggiori di lui, ed entrando in essa, vi si stabiliscono, e l'ultimo stato di quell'uomo divien peggiore del primo. Così accadrà anche a questa generazione malvagia». Mentre Gesù parlava alle turbe, ecco sua madre e i suoi parenti star fuori e chiedergli di parlargli. E uno gli disse: «Ecco tua madre e i tuoi fratelli son là fuori e cercan di te». Ma egli, rispose: «Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli?». E stesa la mano verso i suoi discepoli disse: «Ecco la mia madre e i miei fratelli, poiché chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, esso mi è fratello, sorella e madre».


Dalle Lodi:




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martedì 12 marzo 2019

San Gregorio Magno a Padova


Santa Messa cantata nella ricorrenza liturgica di San Gregorio Magno, Pontefice e Dottore della Chiesa,
presso la chiesa di San Canziano a Padova.

(photo and video by Alessandro Franzoni)




Prime Incensazioni: 





Credo:




Elevazioni:




Ultimo Vangelo:


In illo témpore: Cum intrásset Iesus Ierosólymam, commóta est univérsa cívitas, dicens: Quis est hic? Pópuli autem dicébant: Hic est Iesus Prophéta a Názareth Galilaeæ. Et intrávit Iesus in templum Dei, et eiiciébat omnes vendéntes, et eméntes in templo; et mensas nummulariórum et cáthedras vendéntium colúmbas evértit: et dicit eis: Scriptum est: Domus mea domus oratiónis vocábitur: vos autem fecístis illam spelúncam latrónum. Et accessérunt ad eum cæci et claudi in templo: et sanávit eos. Vidéntes autem príncipes sacerdótum et scribæ mirabília, quæ fecit, et púeros clamantes in templo, et dicéntes: Hosánna fílio David: indignáti sunt, et dixérunt ei: Audis, quid isti dicunt? Iesus autem dixit eis: Utique. Numquam legístis: Quia ex ore infántium et lacténtium perfecísti laudem? Et relíctis illis, ábiit foras extra civitátem in Bethániam: ibíque mansit.

(Vangelo secondo Matteo 21, 10 - 17)


Alla fine della Santa Messa è stato letto il Vangelo della Feria III della prima settimana di Quaresima, al posto del consueto Prologo giovanneo, dato che la Messa di San Gregorio aveva Vangelo proprio. 
Da notare, infatti, l'assenza della Cartagloria in cornu Evangelii (a sinistra).








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