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domenica 29 gennaio 2012

Santa Messa cantata a Venezia (29 gennaio 2012)


E come dimenticare il primo servizio da accolito alla Santa Messa nella nostra cara Forma Straordinaria del Rito Romano?

Chiesa di San Simon Piccolo, Venezia.
Celebrante don Konrad Zu Loewenstein FSSP.








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domenica 8 gennaio 2012

Domenica della Santa Famiglia a Venezia



Predica di don Konrad Zu Loewenstein FSSP:


Per capire la natura della Sacra Famiglia occorre prima di tutto capire i suoi scopi. Gli scopi della Sacra Famiglia, come di ogni Famiglia e di ogni matrimonio, sono due: il bene dei figli e il bene degli sposi.Il bene dei figli è il primo scopo della Famiglia e consiste nella generazione e nella educazione dei figli. Nel caso della Sacra Famiglia, questa generazione, non era l'opera di un uomo, di san Giuseppe, ma da Dio stesso, e il frutto di questa generazione non era un uomo, una persona umana, ma una Persona Divina, ossia Gesù Cristo +. Questa è dunque una perfezione della Sacra Famiglia, che la generazione del figlio, che è il primo scopo della Famiglia, è opera di Dio stesso, il suo frutto, ugualmente, è Dio stesso. Nel caso della Sacra Famiglia, in altre parole, il Padre è Dio e il Figlio è Dio. Quanto a questa generazione del Figlio, la beatissima Vergine Maria e san Giuseppe non sono meramente passivi ma collaborano con i disegni eterni di Dio, perchè il loro legame matrimoniale e la loro vita in comune, sono il contesto della Natività e dell'educazione del Figlio. Collaborano, dunque, con Dio e collaborano, se non in modo carnale, bensì in modo verginale e dunque più perfetto.
Il bene degli Sposi è il secondo scopo della Sacra Famiglia, il bene degli sposi o in altre parole la loro assistenza reciproca. Questa assistenza reciproca loro, possiede anche una grande perfezione perchè viene indirizzata ad un fine più sublime di tutte le altre Famiglie, cioè l'educazione e la cura di Gesù Cristo stesso.Ora, i due scopi della Famiglia che sono il bene dei figli e il bene degli sposi, hanno come ultima meta la santificazione dei figli e di tutti i membri della Famiglia. La Sacra Famiglia costituisce in una eccezione in questo punto, perché la santificazione non viene dai genitori ma dal Figlio, che non ha bisogno della santificazione perchè è il Santo stesso ed è la fonte della santificazione della Sua Madre e di san Giuseppe.
Ogni membro della Sacra Famiglia è modello delle virtù proprie al suo stato:- san Giuseppe è modello della docilità alla volontà di Dio espressa a lui nelle ambasciate dall'Angelo; modello della cura paterna nel guidare la Sacra Famiglia a Betlemme, a Gerusalemme, a Nazareth ed in Egitto; è modello della Provvidenza ab-eterna nel suo lavoro.- la Madonna è modello di tutte le virtù manifestate nel racconto degli Evangelisti, particolarmente le virtù materne della sottomissione a Dio, la Preghiera e la pazienza.- il Signore Gesù + manifesta le virtù filiali di sottomissione, all'ubbidienza e all'umiltà e onore verso la Sua Madre e il Suo padre putativo, malgrado il fatto che è infinitamente superiore a loro essendo il loro Creatore e Dio.
Quanto all'amore di ognuno per ogni altro possiamo dire che più grande è il Santo più grande è il suo amore per Dio, dunque san Giuseppe essendo uno dei più grandi Santi che ci siano, eletto da Dio al rapporto, il più intimo che ci sia, con il Suo Divin Figlio, dopo quello con la Madonna e con la Sua Santissima Madre, aveva ed ha un amore immenso verso di Lui, e dopo di Lui verso la Sua Sposa Immacolata con cui è legato con  legame umano, il più intimo che ci sia.La Madonna perchè fu tutta umile e vuota di sè, nelle parole di sant'Alfonso, perciò fu tutta ripiena del Divino Amore, ardendo di dentro per amore, così che quando portava il Suo Figlio Divino tra le braccia poteva chiamarsi "Fuoco portante fuoco". In oltre, amando Dio più di tutti gli altri Santi, poteva anche amare il prossimo più di tutti gli altri Santi perchè, come dice san Tommaso, chi ama Dio ama tutte le cose amate da Dio e san Giuseppe era la persona umana più vicina a Lei e dunque aveva la pretesa, la più grande, al suo amore.

Quanto all'amore di Gesù Cristo + verso san Giuseppe e la Madonna, bisogna sapere anche che più grande è il Santo più lo ama Dio ed essendo san Giuseppe un Santo così grande, ed essendo la Madonna la Santa, la più grande di tutti, il Signore li amava in modo eccelso.Quanto al Suo amore per la Sua Madre in particolare, san Tommaso da Villanova scrive che "l'amava talmente che discese nel di lei seno a farsi uomo".Con questi esempi della Sacra Famiglia, carissimi fedeli, proviamo noi a compiere i nostri doveri verso i nostri genitori e, o i figli con la preghiera, con l'esempio e con la parola, quando riteniamo che sarà ascoltata. Amiamoli non con indulgenza eccessiva verso le loro debolezze ma nella carità e la misericordia, chiedendo aiuto alla Sacra Famiglia, per poter un giorno in compagnia di san Giuseppe e la Madonna, con tutti i nostri familiari, adorare il Volto ineffabile del Bambino Gesù nel Cielo, per tutti i secoli dei secoli. Amen!


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venerdì 6 gennaio 2012

Epifania a Venezia (2012)



Predica di don Konrad Zu Loewenstein FSSP:


Epifania, carissimi fedeli, significa manifestazione, manifestazione di Gesù Cristo al mondo, soprattutto al mondo dei gentili rappresentato dai Magi. Questa Sua manifestazione si simbolizza nella Stella apparsa nel Cielo. La Stella significa in primo luogo Cristo la Luce, Lui è la Luce nel Suo rapporto al Suo Padre, "Luce da Luce", un riflesso della Luce perenne, uno specchio senza macchia dell'attività di Dio e immagine della Sua bontà, come leggiamo nel Libro della Sapienza. Poi è Luce nel suo rapporto all'uomo, la Luce degli uomini, come leggiamo nel Prologo di san Giovanni, la Luce vera, quella che illumina ogni uomo che viene in questo mondo, dobbiamo intendere la Luce, qua, come la Luce della ragione, la Luce della Fede e la Luce della Carità, perché ogni uomo gode della ragione e raggiungere alla Fede e la Carità se conduce una buona vita. 

Questa Stella su Betlemme brilla nella notte come la Luce che san Giovanni descrive nel Prologo: che splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno superata, cioè, la Luce che è Cristo + non sarà soppressa dalle tenebre dell'ignoranza, né del peccato, ma diverrà una fonte di Vita soprannaturale per tutti coloro che Lo accettano. Come dice già il padre di san Giovanni Battista, Zaccaria, quando profetizza: verrà a visitarci dall'alto un Sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte, e per dirigere i nostri passi sulla via della pace. In secondo luogo la Stella significa la Santissima Vergine Maria, come Stella o Donna di Luce, secondo due interpretazioni del Suo Nome, Lei splende al di sopra di questo mondo di tenebre dove, Piena di Grazia, accoglie in se stessa la Luce del Sole increato che è Dio, come Mediatrice di tutte le Grazie guida, con questa Luce, gli abitanti della terra verso il Sole eterno che è Dio. 

Di fatti il ruolo di Mediatrice, della Madonna, si vede chiaramente nel racconto dell'Epifania nelle parole: "entrati nella Casa videro il Bambino con Maria, Sua Madre". 
Ludolfo il certosino, commenta: I Magi avevano per Maestra, nella fede, quella Stella dolce e sovrana di cui l'Astro non era che la figura. Come rispondono i Magi all'apparizione del Signore, alla Sua Epifania? Prostratisi Lo adorarono, poi aprirono i loro scrigni e Gli offrirono in dono oro, incenso e mirra, e dopo fecero ritorno per un'altra strada, al loro Paese. 
Come risponderemo noi? Lo stesso commentatore scrive: offriremo al nostro Re l'oro della carità, al nostro Dio l'incenso delle nostre preghiere, al Redentore che soffre per noi la mirra amara della nostra compassione - e continua - e come i Magi allora, dopo aver adorato il Bambino prenderemo un'altra strada per tornare alla nostra Patria, perché la nostra Patria è l'innocenza e il Cielo. Siamo usciti per mezzo della superbia, la disubbidienza, l'attaccamento alle cose visibili, ci torneremo per mezzo dell'ubbidienza, la santa umiltà e l'indifferenza. L'amore per Dio è l'indifferenza del mondo! 
Facciamo allora che soprattutto queste virtù siano rinforzate in noi da questa Festa dell'Epifania e che ci conducano, per un'altra strada, in Cielo. Amen.


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domenica 1 gennaio 2012

Santo Nome di Gesù a Venezia (2012)



Predica di don Konrad Zu Loewenstein FSSP:


In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti."Gli fu messo nome Gesù + come era stato chiamato dall'Angelo prima di essere concepito nel grembo della Madre." San Tommaso da Villanova spiega che questo Nome fu chiamato dall'Angelo e non fissato da lui. Non fu fissato neanche dalla Madonna, bensì dallo stesso Padre Celeste. Questo fatto viene profetizzato da Isaia quando dice: " Ti si chiamerà con un nome nuovo, che la bocca del Signore indicherà".
Ora, il nome che Dio da ad una persona o ad una cosa esprime la sua natura o funzione. Cosa significa, dunque, questo nome nuovo che è "Gesù" + ? Gesù significa Salvatore, come l'Arcangelo Gabriele aveva esposto a san Giuseppe con le parole: "Egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". San Tommaso da Villanova osserva che non lo chiamò "giudice, né custode, né vindice", ma Salvatore, e questo perché lo scopo dell'Incarnazione è proprio la salvezza del genere umano.
"Signore Gesù" - prega il santo - "questo Vostro Santo Nome mi da una fiducia sconfinata; Signore, sì, Voi siete proprio Gesù! Riconoscete il Vostro Nome, quello che il Padre Vi ha imposto, siate Gesù per me! Io riconosco di essere prigioniero, irretito nei lacci dei miei peccati, incatenato dalla mia cattiveria, stretto nei ferri della mia malvagità. Riconosco ciò che sono, anche Voi, Gesù, riconoscete ciò che siete!
 Di chi siete costituito il Salvatore, se non degli uomini perduti, dei prigionieri? Se non vi sono dei miseri, dei condannati da liberare, di chi sarete il Salvatore? Se io Vi ho rinnegato, Voi però Signore, siete fedele, e non potete rinnegare Voi stesso...Siete la Verità, Signore, e non potete contraddire il Vostro Nome +. Come Vi potreste chiamare il Salvatore se non Vi curaste di salvarci? Come Vi potremmo dire Misericordioso se a chi Vi chiede pietà Voi infliggeste una condanna? In Dio non c'è finzione, non è possibile l'inganno! Il Vostro Nome Signore è la Vostra Identità, Vi chiamate Gesù, perché siete Gesù + ".
Abbiamo dunque fiducia, ed invochiamo con fiducia il Suo Santo Nome, perché il Signore stesso ci ha detto: "Se chiederete qualcosa al Padre nel mio Nome, Egli ve la darà", e "se mi chiederete qualcosa nel Mio Nome, io ve la concederò", e san Pietro dice: "Chiunque invocherà il Nome del Signore, sarà salvato" - ad una condizione, tuttavia, aggiunge san Tommaso da Villanova: che Lo invochiamo dal profondo di un cuore sincero.
In virtù del Santo Nome di Gesù, san Pietro guarisce lo storpio presso la Porta Bella con le parole "nel Nome di Gesù Cristo + il Nazareno, cammina!" ed infatti, tutti i miracoli più grandi della Chiesa nel corso dei secoli sono stati operati in virtù del Suo Santo Nome +. Questo Nome guarisce gli ammalati, da la vista ai ciechi e la vita ai morti, mette in fuga i demoni e libera gli uomini dalle tentazioni più violente. Questo Nome fa scendere l'infinita Misericordia di Dio sul mondo nella Santa Messa, ed è il garante eterno che la Preghiera della Chiesa sarà esaudita dal Padre.
Che invochiamo questo Nome, dunque, con cuore sincero e sempre con profondo rispetto e sacro timore, ed invochiamolo costantemente. Che questo Nome, insieme al santo Nome della Madonna, sia la nostra unica speranza nella vita intera, e all'ora della nostra morte pronunciamo con grande devozione la preghiera meditata da san Tommaso da Villanova e santificata nel corso dei secoli dalla Chiesa: Gesù, sii il mio Salvatore! Jesus, sis mihi Jesus! Amen.


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