domenica 7 luglio 2013

Settima domenica dopo Pentecoste a Venezia


Santa Messa cantata presso la chiesa di san Simon Piccolo a Venezia (fronte stazione), seguita da un'Ora Santa di Adorazione Eucaristica.
Celebrante don Konrad Zu Loewenstein FSSP.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Atténdite a falsis prophétis, qui véniunt ad vos in vestiméntis óvium, intrínsecus autem sunt lupi rapáces: a frúctibus eórum cognoscétis eos. Numquid cólligunt de spinis uvas, aut de tríbulis ficus? Sic omnis arbor bona fructus bonos facit: mala autem arbor malos fructus facit. Non potest arbor bona malos fructus fácere: neque arbor mala bonos fructus fácere. Omnis arbor, quæ non facit fructum bonum, excidétur et in ignem mittétur. Igitur ex frúctibus eórum cognoscétis eos. Non omnis, qui dicit mihi, Dómine, Dómine, intrábit in regnum cœlórum: sed qui facit voluntátem Patris mei, qui in cœlis est, ipse intrábit in regnum cœlórum. 

(Vangelo secondo Matteo 7, 15 - 21)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi sotto l’aspetto di pecore, ma che nell’intimo sono lupi rapaci: li riconoscerete dai loro frutti. Forse che alcuno raccoglie l’uva dalle spine o il fico dai rovi? Cosí ogni albero buono dà buoni frutti; mentre l’albero cattivo dà frutti cattivi. Non può l’albero buono produrre frutti cattivi, né l’albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che dà frutti cattivi sarà tagliato e gettato nel fuoco. Dunque, dai loro frutti li riconoscerete. Non chiunque mi dirà: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli, questi entrerà nel regno dei cieli. 


Omelia:

Continuando il nostro ciclo di prediche sulla Fede, vogliamo oggi rivolgere il nostro sguardo sull'infallibilità della Chiesa.

Il Vangelo di san Matteo conclude con queste parole del Signore ai suoi Apostoli: "Mi è stato dato ogni potere in cielo ed in terra, andate dunque, e ammaestrate tutte le nazioni ... insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt.28,18-20).

Con queste parole il Signore elargisce sulla Chiesa, in forma degli Apostoli e dei loro successori, il munus docendi, l'ufficio di insegnare, così istituendo la Chiesa insegnante.

Qual è l'ambito di questo insegnamento? L'ambito di questo insegnamento viene espresso con le parole "tutto ciò che vi ho comandato" ed è la Rivelazione intera. La Rivelazione, o il Depositum Fidei, ha due fonti che sono la Sacra Scrittura e la Tradizione orale, e consiste in ciò che si chiamano le verità della religione, che si distinguono nelle verità della Fede in senso stretto, e le verità della morale.

Le verità della Rivelazione, in quanto proposte dalla Chiesa da credere come tali, sono i Dogmi. I Dogmi sono infallibili perché garantiti dal Signore stesso con le parole: "io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo", e con le parole durante l'Ultima Cena: "io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga sempre con voi, lo Spirito di verità" (Gv.14,16-17).

I Dogmi sono infallibili nel senso definitivo perché sono un esercizio del munus docendi che partecipa a quello del Signore che è la Verità stessa: il Vero, il Veritiero Che non può essere ingannato, ne ingannare: qui nec falli, nec fallere possit (Concilio Vaticano Primo).

Per riassumere, la Chiesa possiede il munus docendi e il munus docendi è il mandato per insegnare le verità della Rivelazione. La Chiesa insegna queste verità come Dogmi e questi dogmi sono infallibili. Dio stesso ha dato questo mandato alla Chiesa e Dio stesso garantisce l'infallibilità dei Dogmi.

La Chiesa ha dunque il mandato di insegnare Dogmi infallibili o, in altre parole, la Chiesa è infallibile quando insegna i Dogmi. Ma quando diciamo questo, come intendiamo la parola "Chiesa"? La intendiamo in due sensi.

Il primo senso è quello dell'Episcopato intero, secondo la parola di san Cipriano: la Chiesa è nei Vescovi. I Vescovi sono infallibili quando dichiarano un Dogma sia in modo straordinario, sia in modo ordinario.

Lo dichiarano in modo straordinario in un Concilio generale ed ecumenico (nel senso che tutti i Vescovi Cattolici del mondo vengono invitati e in numero sufficiente assiste per poter rappresentare l'Episcopato intero). In un tale Concilio il Papa presta ai Vescovi una partecipazione al suo proprio potere e può confermare e promulgare le loro decisioni solo lui.

I Vescovi dichiarano un dogma in modo ordinario quando lo fanno nelle loro Diocesi unanimemente tra di loro e con il Papa. Un esempio sono i Catechismi diocesani (di una volta, bisogna precisare).

Un soggetto di infallibilità è dunque l'Episcopato intero; l'altro è il Papa. Il Concilio Vaticano Primo proclama che: "il Papa è infallibile quando parla ex cathedra, cioè quando definisce come Pastore e dottore di tutti i cristiani in virtù della sua suprema ed apostolica autorità, che una dottrina della Fede o della morale è da tenere dalla Chiesa Universale..."

Il Concilio Vaticano Primo definisce l'infallibilità del Papa come quella che il Signore voleva elargire sulla Sua Chiesa. Questa infallibilità si evidenzia nelle parole del Signore "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa" e viene presupposto dalla autorità suprema del Papa espressa nelle parole del Signore "pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle".

Poiché un Concilio e un Papa sono infallibili solo quando proclamano dogmi, possiamo concludere che il Concilio Vaticano II non era infallibile perché mancava l'intenzione di proclamare Dogmi. C'erano constatazioni dogmatiche dentro di esso, ma solo come reiterazione di dogmi già definiti antecedentemente. Possiamo concludere altrettanto che poco di ciò che insegna un Papa è infallibile e comunque ciò che insegna deve essere accolto con atteggiamento pio e rispettoso.

Il contenuto della nostra Fede è la Verità, la Verità infallibile, ciò che nostro Signore Gesù Cristo + e nostro dolce Redentore garantisce solennemente, affinché tutti gli uomini, attraverso tutti i secoli, possano conoscere questa Verità e conoscendola, avere la Vita Eterna, Amen.




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