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lunedì 28 agosto 2017

Sulla "Messa dialogata": il grado di partecipazione dei fedeli e come servirla


(Foto: Santa Messa all'Arciabbazia di Beuron, patria del Movimento Liturgico, nello stato del Baden-Württemberg, Germania)


Riportiamo la traduzione italiana in particolare del paragrafo 31 dell'Istruzione della Sacra Congregazione dei Riti del 1958.


Il più completo modo di partecipazione si ottiene finalmente quando i fedeli rispondono liturgicamente al sacerdote celebrante quasi «dialogando» con lui, e recitando a voce chiara le parti loro proprie. Di questa più completa partecipazione si possono distinguere quattro gradi:
Primo grado, quando i fedeli danno al sacerdote celebrante le risposte liturgiche più facili: Amen; Et cum spiritu tuo; Deo gratias; Gloria tibi, Domine; Laus tibi, Christe; Habemus ad Dominum; Dignum et iustum est; Sed libera nos a malo.
Secondo grado, quando i fedeli recitano inoltre quelle parti che secondo le rubriche sono da dirsi dal ministrante; e, se la Comunione è distribuita durante la Messa, recitano anche il Confiteor e il triplice Domine, non sum dignus.
Terzo grado, se i fedeli recitano insieme al sacerdote celebrante anche le parti dell’Ordinario della Messa, cioè: Gloria in excelsis Deo; Credo; Sanctus-Benedictus; Agnus Dei.
Quarto grado, finalmente, se i fedeli recitano insieme al sacerdote anche le parti appartenenti al Proprio della Messa: Introito; Graduale; Offertorio; Comunione. Questo ultimo grado può essere usato degnamente, come si conviene, solo da scelte collettività più colte e ben preparate.

E come servirla?
Ci pare, seguendo il Trimeloni (nn. 443 e 453) che se la Santa Messa è dialogata, per lo stare in piedi ed in ginocchio il serviente si uniformi ai fedeli; però egli stia in piedi anche all'Epistola e all'Offertorio. E' lodevole che il serviente, inoltre, si conformi al celebrante almeno per i segni di croce corrispondenti alle parole che dice a chiara voce e nel percuotersi il petto agli Agnus Dei.
Quando il celebrante genuflette, se si trova in piedi genuflette egli stesso, se si trova in ginocchio, fa inchino profondo di capo. L'uniformità al celebrante per gli inchini può essere praticata dai più zelanti.

I fedeli
Nulla è prescritto sulla posizione che dei fedeli devono tenere durante la Messa letta, specialmente quella dialogata. Il sistema migliore ci pare il seguente, che si modella quasi in tutto sulla Messa in cantu, per la quale le norme sono ben definite. In base a questo, i fedeli stanno:
a) in piedi quando il sacerdote accede all'altare;
b) in ginocchio, durante le preghiere che il celebrante dice ai piedi dell'altare;
c) in piedi quando il sacerdote sale all'altare sino al termine delle orazioni;
d) seduti dall'inizio dell'Epistola sino all'inizio del Vangelo;
e) in piedi al Vangelo ed al Credo;
f) seduti all'Offertorio;
g) in piedi al Prefazio e al Sanctus;
h) in ginocchio durante il Canone;
i) in piedi al Pater Noster, al Libera e agli Agnus Dei;
l) in ginocchio poi sino all'antifona della Comunione;
m) in piedi alle ultime orazioni e all'Ite Missa;
n) in ginocchio al Placeat e alla benediioni finale;
o) in piedi all'ultimo Vangelo e al ritorno del celebrante in sacrestia.

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