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martedì 31 luglio 2018

31 luglio: sant'Ignazio di Loyola


Juan Martinez Montanes, Francisco Pacheco, Sant'Ignazio di Loyola, 1610, Università di Siviglia, Cappella dell'Annunciazione.

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Santa Messa privata,
presso Schio (Vicenza).

(photo by Alessandro Franzoni)




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Cappella di Sant'Ignazio di Loyola presso la Chiesa del Gesù a Roma:

domenica 29 luglio 2018

Decima domenica dopo Pentecoste



(photo by Alessandro Franzoni)

Santa Messa letta alle ore 17:00,
chiesa di san Pancrazio ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza),

preceduta alle ore 16:30 dalla recita del Santo Rosario.

(Ultima volta in tale chiesa prima della sospensione delle celebrazioni per la pausa estiva)

Elevazione:






VANGELO (traduzione)


In quel tempo: Ad alcuni che si ritenevano giusti e disprezzavano gli altri, Gesú disse questa parabola: Due uomini salirono al tempio per pregare: uno era fariseo, l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava cosí entro di sé: Signore, Ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, o come anche questo pubblicano. Io digiuno due volte il sabato e dò le decime di tutto quello che posseggo. E il pubblicano, stando lontano, non osava neppure levare lo sguardo in alto, ma si percuoteva il petto, dicendo: O Dio, sii clemente con me peccatore. Orbene, io vi dico che questi ritornò a casa sua giustificato a preferenza dell’altro, poiché chi si esalta verrà umiliato e chi si umilia verrà esalato.

(Vangelo secondo Luca 18, 9-14)




Martirio di san Pancrazio, soffitto:


Breve commento di Dom Gaspar Lefebvre OSB ai testi della Santa Messa (in francese):

sabato 28 luglio 2018

venerdì 27 luglio 2018

27 luglio: san Pantaleone


Santa Messa letta,
chiesa di San Simon Piccolo, Venezia.


VANGELO

In illo témpore: Cum appropinquáret Iesus Ierúsalem, videns civitátem, flevit super illam, dicens: Quia si cognovísses et tu, et quidem in hac die tua, quæ ad pacem tibi, nunc autem abscóndita sunt ab óculis tuis. Quia vénient dies in te: et circúmdabunt te inimíci tui vallo, et circúmdabunt te: et coangustábunt te úndique: et ad terram prostérnent te, et fílios tuos, qui in te sunt, et non relínquent in te lápidem super lápidem: eo quod non cognóveris tempus visitatiónis tuæ. Et ingréssus in templum, cœpit eiícere vendéntes in illo et eméntes, dicens illis: Scriptum est: Quia domus mea domus oratiónis est. Vos autem fecístis illam speluncam latrónum. Et erat docens cotídie in templo.

(Vangelo secondo Luca 19, 41 - 47)

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Il maestoso soffitto della chiesa di san Pantalon a Venezia, opera di Gian Antonio Fumani, raffigurante il martirio e la Gloria del Santo, un eccezionale olio su tela dipinto tra il 1680 e il 1704, di 443 metri quadrati circa.

(photo by Alessandro Franzoni)


In sintesi

Pantaleone nacque nella seconda metà del III secolo a Nicomedia in Turchia. Diventerà successivamente medico e sarà perseguitato dall'imperatore di Costantinopoli Galerio per la sua adesione alla fede cristiana. Fu condannato a morte nel 305: gli furono inchiodate le braccia sulla testa, che poi il boia gli mozzò. È il patrono di medici.

Dal Martirologio Romano

A Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, san Pantaleone, martire, venerato in Oriente per avere esercitato la sua professione di medico senza chiedere in cambio alcun compenso.

Martirologio tradizionale (27 luglio): A Nicomedia la passione di san Pantaleone medico, il quale, per la fede di Cristo, dall'Imperatore Massimiano fu preso e straziato colla pena dell'eculeo e con fiaccole accese, ma in mezzo a queste pene fu confortato da un'apparizione del Signore, e finalmente, percosso colla spada, compì il martirio.




Statua e reliquia di san Pantaleone, patrono di Sorso, prov. di Sassari.

(photo by Pietro Serra)


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giovedì 26 luglio 2018

26 luglio: sant'Anna


Anconetta raffigurante la Santa con Ex Voto, residuo di un antico altare laterale, chiesa di sant'Anna al Laterano, in via Merulana a Roma.
(photo by Alessandro Franzoni)

mercoledì 25 luglio 2018

25 luglio: san Giacomo Apostolo



Domenico Morone, San Giacomo maggiore tra san Girolamo e un diacono, lacerto di affresco, 1470, Museo di Castelvecchio, Verona.

(photo by Alessandro Franzoni)


Inno "Dum Pater Familias", Codex Calixtinus:



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Santa Messa privata,
presso Schio (Vicenza).



martedì 24 luglio 2018

24 luglio: santa Cristina


Jacopo Palma il Giovane, Santa Cristina trafitta dai dardi, Pinacoteca degli Eremitani, Padova.
(photo by Francesco Bianco)


Preghiera a santa Cristina:

O Dio, Padre buono e misericordioso,
che scegli le creature miti e deboli
per confondere la potenza del mondo,
nella santa vergine e martire Cristina
ci hai dato un mirabile esempio
di semplice e puro candore di cuore,
di intrepida fortezza
per affermare e difendere la fede
e di eroica costanza
nel sostenere le sofferenze del martirio,
concedi a noi suoi devoti,
di resistere alle debolezze
della condizione umana,
di vivere alla luce del Vangelo,
di sentirci tutti fratelli in Cristo
e membra vive della Chiesa.
Amen.

lunedì 23 luglio 2018

23 luglio: sant'Apollinare


(photo by Alessandro Franzoni)


Ricordiamo con gaudio liturgico i momenti del Solenne Pontificale di ottobre scorso con il card Leo Burke proprio nella Basilica di sant'Apollinare in Classe a Ravenna:

domenica 22 luglio 2018

Nona domenica dopo Pentecoste



(photo by Alessandro Franzoni)

Santa Messa letta alle ore 17:00,
chiesa di san Pancrazio ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza),
preceduta alle ore 16:30 dalla recita del Santo Rosario.

Martirio e Gloria di san Pancrazio:


Confiteor:



Salve Regina




VANGELO (traduzione)

In quel tempo: Essendo Gesú giunto vicino a Gerusalemme, scorgendo la città, pianse su di essa, dicendo: Oh! se in questo giorno avessi conosciuto anche tu quello che occorreva per la tua pace! Ma tutto ciò è ormai nascosto ai tuoi occhi. Perciò per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno con trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; e getteranno a terra te e i tuoi figli che abitano in te, e non lasceranno in te pietra su pietra, poiché non hai conosciuto il tempo in cui sei stata visitata. Entrato poi nel tempio, cominciò a cacciare quanti lí dentro vendevano e compravano, dicendo loro: Sta scritto: La mia casa è casa di preghiera. Voi invece ne avete fatta una spelonca di ladri. E ogni giorno insegnava nel tempio.

(Vangelo secondo Luca 19, 41-47)



Breve commento di Dom Gaspar Lefebvre OSB ai testi della Santa Messa (in francese):

sabato 21 luglio 2018

Quando tutto era alla maggior gloria di Gesù e della Sua SS Madre..


Pianeta in gros de Tours liseré lanciato di colore blu con ricami d'oro e argento filato, argento frisé, canutiglia, a motivi di fiori, foglie e uccelli. Da ricamatori siciliani della prima metà del XVIII secolo, Duomo di Siracusa (S.Lanuzza, 2000).
(photo by Doretta Davanzo Poli)

giovedì 19 luglio 2018

mercoledì 18 luglio 2018

18 luglio: san Camillo de Lellis


(photo by Alessandro Franzoni)

Lo Spirito Santo, che si è manifestato in ogni modo nell'anima dei Santi dei Ciclo Santorale a partire dalla Festa della Pentecoste, ci fa ammira oggi la figura di san Camillo de Lellis, che manifestò la carità soprattutto nella cura del prossimo. Nato nel 1550, nel Regno di Napoli, da una famiglia nobile, entrò nei Cappuccini, ma un male, che ebbe in una gamba, l'obbligò per due volte a uscirne. Dio, infatti, lo destinava a fondare una Congregazione di chierici regolari, consacrati al servizio degli infermi e dei malati. Ottenne il riconoscimento dalla Santa Sede. Si ispirò all'esempio di Gesù cristo, che è morto per noi (Epistola) e che ha annunciato che non vi è maggiore prova d'amore che dare la propria vita per gli altri (Introito e Vangelo). I suoi religiosi si impegnano nell'assistenza dei malati, persino affetti dalla peste. San Camillo, ugualmente come il suo Istituto, ricevette da Dio la grazia speciale d'aiutare nel conforto le anime nella lotta ultima dell'agonia (Orazione e Secreta); per questo la Chiesa ha inserito il suo nome nelle Litanie degli Agonizzanti. San Camillo morì a Roma il 14 luglio 1614.

martedì 17 luglio 2018

17 luglio: sant'Alessio


(photo by Alessandro Franzoni)

Sant'Alessio nacque a Roma verso l'anno 350, da una famiglia benestante, ed ebbe come padre il senatore Eufemio. Sorretto dallo Spirito Santo, rinunciò a tutte le sue sostanze e partì in pellegrinaggio verso l'Oriente. Morì nel V secolo, sotto il pontificato di Innocenzo I. Il suo corpo fu deposto sul monte Aventino, nella chiesa che porta il suo nome, dove viene venerato assieme a san Bonifacio, al quale era in precedenza dedicato il tempio.


Cappella della scala, scultore e stuccatore Andrea Bergondi,
presso la Basilica dei SS Alessio e Bonifacio sull'Aventino (Roma).

Il Bergondi, un seguace del Bernini, raffigura il Santo sul letto di morte, in abito da pellegrino jacopeo; nella teca è conservato un frammento di circa un metro della scala sotto la quale, secondo la Tradizione, era solito dormire sant'Alessio.


Una vista dell'interno della Basilica dei SS Alessio e Bonifacio sull'Aventino, a Roma:

lunedì 16 luglio 2018

16 luglio: Beata Vergine Maria del Monte Carmelo


La processione in onore della Vergine del Carmelo tenutasi ieri sera a Roma lungo la Via della Conciliazione.
(photo by Andrea D.)





Nel 1245 Innocenzo IV approvò la Regola dei Carmelitani sotto il generalato di san Simone Stock. Il 16 luglio 1251, Maria apparve al santo rimettendogli l'abito che doveva essere il segno distintivo dell'Ordine. Innocenzo IV benedisse questo vestito e concesse numerosi privilegi, non soltanto per i membri di quest'Ordine, ma anche per tutti quelli che entrassero nella Confraternita della Madonna del Monte Carmelo. Portando lo scapolare, che è la riduzione di quello dei Padri Carmelitani, essi partecipano a tutti i loro meriti e possono sperare, da parte della Vergine, una pronta liberazione dal Purgatorio, se sono stati fedeli nell'astinenza, nella castità secondo il loro stato e nel recitare le preghiere prescritte da Giovanni XXII nella Bolla, detta Sabatina, pubblicata il 3 marzo 1322. Così la festa della Madonna del Carmelo, prima particolare alle chiese di quest'Ordine, fu estesa a tutta la cristianità da Benedetto XIII, nel 1726.


La Santa Messa della ricorrenza liturgica odierna:


(photo by Alessandro Franzoni)

VANGELO (traduzione)

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, una donna alzò la voce in mezzo alla folla e disse: “Beato il grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”. Ma Egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”.

(Vangelo secondo Luca 11, 27 - 28)


Omelia di san Beda il Venerabile

Questa donna si mostra in possesso di devozione, di fede profonda, poiché, mentre gli scribi ed i farisei tentano il Signore e lo bestemmiano, ella riconosce davanti a tutti la sua incarnazione con tanta sincerità, e la confessa con fede così grande, da confondere e la calunnia dei grandi presenti e la perfidia dei futuri eretici. Infatti, come allora i Giudei, bestemmiando contro le opere dello Spirito Santo, negavano che Cristo fosse vero Figlio di Dio consustanziale al Padre; così in seguito gli eretici, negando che Maria sempre Vergine avesse somministrato, per opera e merito dello Spirito Santo, la materia della propria carne al Figlio unigenito di Dio che doveva nascere con un corpo umano, sostennero che non si doveva riconoscere come vero Figlio dell'uomo e della medesima sostanza della madre.
Ma se si ritiene che il corpo preso dal Verbo di Dio incarnandosi è estraneo alla carne della vergine Madre, senza motivo vengono detti beati il seno che lo portò e il petto che lo allattò. Ora l'Apostolo dice: «Poiché Dio mandò il suo Figlio, fatto da una donna, sottomesso alla legge». E non bisogna dar retta a coloro che pensano si debba leggere: Nato da una donna, sottomesso alla legge, ma bisogna invece leggere: «Fatto da una donna»; perché, concepito nel seno di una vergine, ha tratto la carne non dal nulla, non da altra cosa, ma dalla carne materna. Altrimenti non si potrebbe dire con verità Figlio dell'uomo colui che non ha avuto origine dall'uomo. Anche noi dunque alziamo la nostra voce contro Eutiche insieme con la Chiesa cattolica, di cui questa donna fu figura; solleviamo anche la mente dal mezzo della folla e diciamo al Salvatore: «Beato il seno che ti ha portato e il petto che hai succhiato». Poiché è veramente madre beata ella che, come disse un autore, ha dato alla luce il Re, che regge il cielo e la terra per i secoli.
«Non solo, ma beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». Il Salvatore approva eminentemente l'attestazione di questa donna, affermando che è beata non soltanto colei che aveva meritato di essere madre corporale del Verbo di Dio, ma che sono beati anche tutti coloro che si sforzeranno di concepire spiritualmente lo stesso Verbo istruendosi nella fede e che, praticando le buone opere, lo faranno nascere e quasi lo alimenteranno sia nel proprio cuore, sia in quello del prossimo. Infatti la stessa Madre di Dio è sì beata per aver contribuito nel tempo all'incarnazione del Verbo, ma è molto più beata perché meritò, amandolo sempre, di custodirlo in sé eternamente.




Messale Romano-Carmelitano
(photo by padre Alberto Fiorini)


Meditazione "La Madonna del Carmelo" da Intimità divina di Padre Gabriele di Santa Maria Maddalena, O.C.D., 1961.