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lunedì 22 luglio 2019

Novena in onore di san Giacomo: sesto giorno


Tiziano Vecellio, San Giacomo maggiore, presso la chiesa di San Lio a Venezia.

(photo by Francesco Bianco)


SESTO GIORNO

I. O glorioso s. Giacomo, che per le vostra purità e poi vostro zelo meritaste di essere da Gesù Cristo, non solo sollevato al grado di apostolo, ma tra gli apostoli stessi privilegiato delle più intime sue confidenze, unitamente a s. Pietro e s. Giovanni, quindi di essere spettatore della sua trasfigurazione sul Taborre, del suo sudor di Sangue nell’Orto, ottenete a noi tutti la grazia di essere sempre così casti, così disinteressati, così fervorosi da meritarci dal cielo le grazie più elette e singolari.

Gloria Patri..

II. O glorioso s. Giacomo, che, annunziando ai popoli della Spagna il Vangelo della salute, instillaste nel cuore di tutti la più profonda venerazione per la santa vergine Maria, o la più viva confidenza nel suo patrocinio, indi con una sola parola confondeste o convertiste alla fede Fileta ed Ermogene che avevano preso l’iniquo assunto di contrariare coi loro artifizii le vostre santissime imprese, ottenete a noi tutti la grazia di applicarci nel miglior modo possibile alla santificazione dei nostri fratelli, e di professare continuamente divozione sincera e fervorosa alla comun madre Maria, che è l'aiuto di tutti i cristiani, e l’arbitra di tutte le grazie.

Gloria Patri..

III. O glorioso s. Giacomo, che, dopo aver persa causa di Gesù Cristo sostenute le più grandi fatiche e affrontati i maggiori pericoli, aveste l’onore di essere il primo fra gli apostoli a sigillare col sangue la vostra fede, non che di convertire negli estremi momenti di vostra vita, ed aver per compagno del vostro martirio quel medesimo Ebreo che sollecitò la vostra condanna presso di Erode, ottenete a noi tutti la grazia di sostenere sempre in pace le fatiche o i travagli di questa terra, e di contraccambiare coi benefici i torti che riceviamo dai nostri fratelli, onde, vivendo come voi nella continua rinnegazione degli appetiti disordinati, meritiamo di essere un giorno vostri compagni nel cielo.

Gloria Patri..



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domenica 21 luglio 2019

Sesta domenica dopo Pentecoste ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza)


Santa Messa letta con cantici presso la chiesa di San Pancrazio ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza) alle ore 17:00, preceduta dalla recita del Santo Rosario alle ore 16:30. Celebrante don Joseph Kramer FSSP.

(photo and video by Alessandro Franzoni)








Preludio d'inizio (F.Capocci)



VANGELO

In illo témpore: Cum turba multa esset cum Iesu, nec habérent, quod manducárent, convocátis discípulis, ait illis: Miséreor super turbam: quia ecce iam tríduo sústinent me, nec habent quod mandúcent: et si dimísero eos ieiúnos in domum suam, defícient in via: quidam enim ex eis de longe venérunt. Et respondérunt ei discípuli sui: Unde illos quis póterit hic saturáre pánibus in solitúdine? Et interrogávit eos: Quot panes habétis? Qui dixérunt: Septem. Et præcépit turbæ discúmbere super terram. Et accípiens septem panes, grátias agens fregit, et dabat discípulis suis, ut appónerent, et apposuérunt turbæ. Et habébant piscículos paucos: et ipsos benedíxit, et iussit appóni. Et manducavérunt, et saturáti sunt, et sustulérunt quod superáverat de fragméntis, septem sportas. Erant autem qui manducáverant, quasi quátuor mília: et dimísit eos.

(Vangelo secondo Marco 8, 1 - 9)

Traduzione:

In quel tempo: Radunatasi molta folla attorno a Gesú, e non avendo da mangiare, egli, chiamati i discepoli, disse loro: Ho compassione di costoro, perché già da tre giorni sono con me e non hanno da mangiare; e se li rimanderò alle loro case digiuni, cadranno lungo la via, perché alcuni di essi sono venuti da lontano. E gli risposero i suoi discepoli: Come potremo saziarli di pane in questo deserto? E chiese loro: Quanti pani avete? E risposero: Sette. E comandò alla folla di sedersi a terra. E presi i sette pani, rese grazie e li spezzò e li diede ai suoi discepoli per distribuirli, ed essi li distribuirono alla folla. Ed avevano alcuni pesciolini, e benedisse anche quelli e comandò di distribuirli. E mangiarono, e si saziarono, e con i resti riempirono sette ceste. Ora, quelli che avevano mangiato erano circa quattro mila: e li congedò.



Omelia:



Offertorio:



Canto alla Comunione (Adoro Te devote):



Canto del Salve Regina:



Exitus ed improvvisazione finale:







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Novena in onore di san Giacomo: sesto giorno


Cripta con le Reliquie del Santo, presso la Cattedrale di Santiago de Compostela, Spagna.

(photo by Alessandro Franzoni)


SESTO GIORNO


I. O glorioso s. Giacomo, che per le vostra purità e poi vostro zelo meritaste di essere da Gesù Cristo, non solo sollevato al grado di apostolo, ma tra gli apostoli stessi privilegiato delle più intime sue confidenze, unitamente a s. Pietro e s. Giovanni, quindi di essere spettatore della sua trasfigurazione sul Taborre, del suo sudor di Sangue nell’Orto, ottenete a noi tutti la grazia di essere sempre così casti, così disinteressati, così fervorosi da meritarci dal cielo le grazie più elette e singolari.

Gloria Patri..

II. O glorioso s. Giacomo, che, annunziando ai popoli della Spagna il Vangelo della salute, instillaste nel cuore di tutti la più profonda venerazione per la santa vergine Maria, o la più viva confidenza nel suo patrocinio, indi con una sola parola confondeste o convertiste alla fede Fileta ed Ermogene che avevano preso l’iniquo assunto di contrariare coi loro artifizii le vostre santissime imprese, ottenete a noi tutti la grazia di applicarci nel miglior modo possibile alla santificazione dei nostri fratelli, e di professare continuamente divozione sincera e fervorosa alla comun madre Maria, che è l'aiuto di tutti i cristiani, e l’arbitra di tutte le grazie.

Gloria Patri..

III. O glorioso s. Giacomo, che, dopo aver persa causa di Gesù Cristo sostenute le più grandi fatiche e affrontati i maggiori pericoli, aveste l’onore di essere il primo fra gli apostoli a sigillare col sangue la vostra fede, non che di convertire negli estremi momenti di vostra vita, ed aver per compagno del vostro martirio quel medesimo Ebreo che sollecitò la vostra condanna presso di Erode, ottenete a noi tutti la grazia di sostenere sempre in pace le fatiche o i travagli di questa terra, e di contraccambiare coi benefici i torti che riceviamo dai nostri fratelli, onde, vivendo come voi nella continua rinnegazione degli appetiti disordinati, meritiamo di essere un giorno vostri compagni nel cielo.

Gloria Patri..



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sabato 20 luglio 2019

Novena in onore di san Giacomo: quinto giorno


Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, San Giacomo maggiore.

(photo by Alessandro Franzoni)


QUINTO GIORNO

O glorioso s. Giacomo, che per le vostra purità e poi vostro zelo meritaste di essere da Gesù Cristo, non solo sollevato al grado di apostolo, ma tra gli apostoli stessi privilegiato delle più intime sue confidenze, unitamente a s. Pietro e s. Giovanni, quindi di essere spettatore della sua trasfigurazione sul Taborre, del suo sudor di Sangue nell’Orto, ottenete a noi tutti la grazia di essere sempre così casti, così disinteressati, così fervorosi da meritarci dal cielo le grazie più elette e singolari.

Gloria Patri..

II. O glorioso s. Giacomo, che, annunziando ai popoli della Spagna il Vangelo della salute, instillaste nel cuore di tutti la più profonda venerazione per la santa vergine Maria, o la più viva confidenza nel suo patrocinio, indi con una sola parola confondeste o convertiste alla fede Fileta ed Ermogene che avevano preso l’iniquo assunto di contrariare coi loro artifizii le vostre santissime imprese, ottenete a noi tutti la grazia di applicarci nel miglior modo possibile alla santificazione dei nostri fratelli, e di professare continuamente divozione sincera e fervorosa alla comun madre Maria, che è l'aiuto di tutti i cristiani, e l’arbitra di tutte le grazie.

Gloria Patri..

III. O glorioso s. Giacomo, che, dopo aver persa causa di Gesù Cristo sostenute le più grandi fatiche e affrontati i maggiori pericoli, aveste l’onore di essere il primo fra gli apostoli a sigillare col sangue la vostra fede, non che di convertire negli estremi momenti di vostra vita, ed aver per compagno del vostro martirio quel medesimo Ebreo che sollecitò la vostra condanna presso di Erode, ottenete a noi tutti la grazia di sostenere sempre in pace le fatiche o i travagli di questa terra, e di contraccambiare coi benefici i torti che riceviamo dai nostri fratelli, onde, vivendo come voi nella continua rinnegazione degli appetiti disordinati, meritiamo di essere un giorno vostri compagni nel cielo.

Gloria Patri..



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venerdì 19 luglio 2019

19 luglio: san Vincenzo de' Paoli


Santa Messa sub silentio presso la chiesa di San Simon Piccolo (fronte stazione) a Venezia.
Celebrante don Joseph Kramer FSSP.

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Designávit Dóminus et alios septuagínta duos: et misit illos binos ante fáciem suam in omnem civitátem et locum, quo erat ipse ventúrus. Et dicebat illis: Messis quidem multa, operárii autem pauci. Rogáte ergo Dóminum messis, ut mittat operários in messem suam. Ite: ecce, ego mitto vos sicut agnos inter lupos. Nolíte portáre sacculum neque peram neque calceaménta; et néminem per viam salutavéritis. In quamcúmque domum intravéritis, primum dícite: Pax huic dómui: et si ibi fúerit fílius pacis, requiéscet super illum pax vestra: sin autem, ad vos revertétur. In eádem autem domo manéte, edéntes et bibéntes quæ apud illos sunt: dignus est enim operárius mercéde sua. Nolíte transíre de domo in domum. Et in quamcúmque civitátem intravéritis, et suscéperint vos, manducáte quæ apponúntur vobis: et curáte infírmos, qui in illa sunt, et dícite illis: Appropinquávit in vos regnum Dei.

(Vangelo secondo Luca 10, 1 - 9)

Traduzione:

In quel tempo: Il Signore scelse anche altri settantadue discepoli e li mandò a due a due innanzi a sé in ogni città e luogo dove egli era per andare. E diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai per la sua mietitura. Andate! Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo a lupi. Non portate né borsa, né sacca, né sandali; e per la strada non salutate nessuno. In qualunque casa entrerete, dite prima di tutto: “Pace a questa casa”. E se ci sarà un figlio di pace riposerà su di lui la pace vostra, altrimenti ritornerà a voi. E nella stessa casa restate, mangiando e bevendo di quel che vi dànno; perché l'operaio è degno della sua mercede. Non girate di casa in casa. E in qualunque città entrerete, se vi accolgono, mangiate di quel che vi sarà messo davanti e guarite gli infermi che ci sono, e dite loro: “Sta per venire a voi il Regno di Dio”».


Elevazioni:





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Novena in onore di san Giacomo: quarto giorno


Busto del Santo presso la Cattedrale di Santiago de Compostela in Spagna.

(photo by Alessandro Franzoni)


QUARTO GIORNO

Secondo l'Antica Novena di Capizzi (Messina)


PRIMA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per la meravigliosa prontezza che mostaste nell’ubbidire alla voce del Verbo Umanato, e che al dì vi scelse per uno dei suoi compagni nell’apostolato e che lasciaste ogni altro bene per seguirlo. Vogliate impetrarci dal Medesimo una risoluta corrispondenza alla Divina ispirazione che ci invita a vivere dimentichi di questo mondo e pronti a procacciarsi i beni del Paradiso.

PATER, AVE E GLORIA

Oh Gran Santo Protettore ab eterno destinato al supremo apostolato fosti accetto a Dio Signore Oh! Gran Santo Protettore. (bis)


SECONDA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per il quale nome di tuono che ottenesti dal vostro cugino Gesù per cui metteste in rovina gli eserciti dei mori, nemici del nome cristiano, vogliate bandire da noi l’orgoglio dei tre nostri principali nemici che congiurano contro le nostre anime e che sono: il mondo, la carne ed il demonio.

PATER, AVE E GLORIA

Nome aveste Boanerghes Che vuol dire figlio del tuono per te vinti i mori sono. Plaude Spagna al tuo valore Oh! Gran Santo Protettore. (bis)


TERZA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per il grande affetto che verso di voi dimostrò il Vostro caro Maestro nella sua inseparabile compagnia, anche nei misteri più reconditi di nostra fede, vogliate accedere nel nostro cuore un’ardente devozione al vostro culto ed una fornace d’amore verso Dio.

PATER, AVE E GLORIA

Fosti appena un dì chiamato Lasci reti, mare e barca Per seguire il gran monarca Con sincero e puro amore Oh! Gran Santo Protettore. (bis)


QUARTA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per la mirabile visione che aveste della Regina del Cielo cui serviste di strumento, con l’assistenza degli Angeli per edificare a suo onore la prima chiesa nella capitale d’Aragona, vogliate impetrarci dalla medesima un’ardente brama di servirla ed una vera devozione al suo venerabile nome.

PATER, AVE E GLORIA

Di Maria pur foste amante A cui templi e chiese alzasti Fa che noi umili e casti Stesse impressa sempre al core, oh! Gra Santo Protettore. (bis)


QUINTA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per l’ardente zelo che mostraste in difesa del Nazareno, esponendovi a vendicare le ingiurie fattigli dai Samaritani, vogliate talmente accendere nel nostro petto un eccessivo desiderio di difendere il suo amore che, ove si tratta di impedire ogni minima colpa, posponessimo anche col sangue la vita.

PATER, AVE E GLORIA

Nel mirarti acceso e ardente E ripien di santo zelo a mostrar la vita al cielo, ne gioisce il nostro core oh! Gran Santo Protettore. (bis)


SESTA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per i due prodigiosi miracoli che faceste in atto di andare alla morte, allorchè sanaste il paralitico e convertiste alla fede uno dei vostri principali carnefici facendolo anche vostro commartire, vogliate anche a noi, paralitici della grazia, impetrare il moto di una vera conversione per mai più trasgredire la vera legge di Gesù Cristo.

PATER, AVE E GLORIA

Mentre corri al tuo martire Dio per te fa dei portenti In quegli ultimi momenti, e ai tiranni muta il core oh! Gran Santo Protettore. (bis)


SETTIMA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, che per simpatia d’affetto verso di voi ebbe la Vergine in tutto simile al Suo Unigenito che volle, colle proprie mani, trasferire la vostra purissima anima alla patria celeste, vogliate anche a noi, fatti ad immagine di Dio, ottenere assistenza d’entrambi, nel punto di nostra morte, per assicurarci la strada del paradiso.

PATER AVE E GLORIA

Oh! che bella ricopensa Dona il cielo a chi costante Ver Gesù si mostra amante Godrà gloria e immenso amore Oh! Gran Santo Protettore. (bis)


OTTAVA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro Protettore Giacomo, per il singolare provolegio che vi concesse il nostro caro Maestro nel rendervi Protomartire agli Apostoli, vogliate concederci una viva brama di patire per Dio, deponendo anche la vita, siccome Voi ai comandi di Erode, deponeste il Sacrato corpo, ai piedi della Vergine, nel giorno stesso che egli morì su di un patibolo nel Calvario.

AVE, PATER E GLORIA

Deh! Via dunque o grande eroe I nemici nostri atterra Togli fame, peste e guerra E gradisci il nostro amore Oh! Gran Santo Protettore. (bis)


NONA POSTA

Oh! Santo Apostolo e nostro protettore Giacomo, per le grazie che di continuo spandete e tutto il mondo che in abito pellegrino concorre a venerare le vostre reliquie nella Spagna, nel di cui suolo, con indicibile miracolo l’esponeste, vogliate anche noi che vi abbiamo eletto per speciale Protettore, difenderci da ogni male in questa vita, per godere nell’altra la faccia beata, velata di Dio per tutti i secoli dei secoli, Amen.

PATER, AVE E GLORIA

Oh! che presto ognun di noi Veder possa il Paradiso La tua gloria, il tuo bel viso Nel gran gaudio del Signore Oh! Gran Santo Protettore.


OFFERTA

Gloriosissimo Apostolo, ardentissimo serafino di carità e zelo, tutelare Angelo della Chiesa militante San Giacomo, io N……, quanto più vile, altrettanto peccatore, mosso nondimeno dalla vostra impareggiabile santità e dal desiderio di imitare le Vostre eroiche virtù. Non contento di vedervi costituito fedele custode di questo pubblico, prostrato oggi ai vostri piedi vi eleggo anch’io, in presenza dell’Angelo Custode e di tutta la coorte del Paradiso, per mio particolare protettore ed avvocato ed in segno della mia accesa devozione, vi offro liberamente il mio corpo ed i miei sensi ed operazioni, il cuore con tutti gli affetti e l’anima con tutto me stesso, acciò essendo tutto vostro, non pensi, non parli, non operi cosa alcuna, che non sia conforme al vostro genio ed al volere del nostro Divin Maestro. Accettate dunque questa mia umile offerta e, se per il passato sono stato lontano dal vostro esempio, giacchè Voi alla prima voce ubbidiste ed io dopo tante invocazioni mi sono reso più sordo; Voi con un solo raggio di Pentecoste accendeste più regni ed io dopo replicati impulsi ed eccessiva carità, sono divenuto più freddo: Voi insomma autenticaste la già promulgata fede con vostro sangue ed io anzi, ho sparso tanto di sudore per oltraggiarla. Vi prometto, in avvenire, una perfetta imitazione delle Vostre virtù, un ardente zelo del vostro amore, ed una costante perseveranza nel visitarvi spesso esposto sull’altare. Bandite intantocosì da me come da questa città di Capizzi i meritati castighi ed impetratemi, dal Tribunale della Divina Misericordia, il perdono generale dei peccati commessi, una fida custodia dei presenti e di una invitta fortezza contro i mali futuri, acciò imitando l’innocenza di vostra vita possa alla fine spirare quest’anima come voi in presenza di Maria nostra comune signora, per ottenere mediante il patrocinio d’entrambi, dall’Eterno Giudice, favorevole la sentenza in quell’orribile momento da cui dipende la mia eterna salvezza e così goderlo per sempre con Voi Padre rimuneratore in trono rifulgentissimo di gloria.
Amen.


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giovedì 18 luglio 2019

Novena in onore di san Giacomo: terzo giorno


Cappella di san Giacomo presso la Basilica di Sant'Antonio a Padova.

(photo by Alessandro Franzoni)


TERZO GIORNO

O glorioso s. Giacomo, che per le vostra purità e poi vostro zelo meritaste di essere da Gesù Cristo, non solo sollevato al grado di apostolo, ma tra gli apostoli stessi privilegiato delle più intime sue confidenze, unitamente a s. Pietro e s. Giovanni, quindi di essere spettatore della sua trasfigurazione sul Taborre, del suo sudor di Sangue nell’Orto, ottenete a noi tutti la grazia di essere sempre così casti, così disinteressati, così fervorosi da meritarci dal cielo le grazie più elette e singolari.

Gloria Patri..

II. O glorioso s. Giacomo, che, annunziando ai popoli della Spagna il Vangelo della salute, instillaste nel cuore di tutti la più profonda venerazione per la santa vergine Maria, o la più viva confidenza nel suo patrocinio, indi con una sola parola confondeste o convertiste alla fede Fileta ed Ermogene che avevano preso l’iniquo assunto di contrariare coi loro artifizii le vostre santissime imprese, ottenete a noi tutti la grazia di applicarci nel miglior modo possibile alla santificazione dei nostri fratelli, e di professare continuamente divozione sincera e fervorosa alla comun madre Maria, che è l'aiuto di tutti i cristiani, e l’arbitra di tutte le grazie.

Gloria Patri..

III. O glorioso s. Giacomo, che, dopo aver persa causa di Gesù Cristo sostenute le più grandi fatiche e affrontati i maggiori pericoli, aveste l’onore di essere il primo fra gli apostoli a sigillare col sangue la vostra fede, non che di convertire negli estremi momenti di vostra vita, ed aver per compagno del vostro martirio quel medesimo Ebreo che sollecitò la vostra condanna presso di Erode, ottenete a noi tutti la grazia di sostenere sempre in pace le fatiche o i travagli di questa terra, e di contraccambiare coi benefici i torti che riceviamo dai nostri fratelli, onde, vivendo come voi nella continua rinnegazione degli appetiti disordinati, meritiamo di essere un giorno vostri compagni nel cielo.

Gloria Patri..



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mercoledì 17 luglio 2019

Novena in onore di san Giacomo: secondo giorno


San Giacomo Maggiore dalla Certosa di Parma.

(photo by Nicola de Grandi)


SECONDO GIORNO

I. O glorioso s. Giacomo, che per le vostra purità e poi vostro zelo meritaste di essere da Gesù Cristo, non solo sollevato al grado di apostolo, ma tra gli apostoli stessi privilegiato delle più intime sue confidenze, unitamente a s. Pietro e s. Giovanni, quindi di essere spettatore della sua trasfigurazione sul Taborre, del suo sudor di Sangue nell’Orto, ottenete a noi tutti la grazia di essere sempre così casti, così disinteressati, così fervorosi da meritarci dal cielo le grazie più elette e singolari.

Gloria Patri..

II. O glorioso s. Giacomo, che, annunziando ai popoli della Spagna il Vangelo della salute, instillaste nel cuore di tutti la più profonda venerazione per la santa vergine Maria, o la più viva confidenza nel suo patrocinio, indi con una sola parola confondeste o convertiste alla fede Fileta ed Ermogene che avevano preso l’iniquo assunto di contrariare coi loro artifizii le vostre santissime imprese, ottenete a noi tutti la grazia di applicarci nel miglior modo possibile alla santificazione dei nostri fratelli, e di professare continuamente divozione sincera e fervorosa alla comun madre Maria, che è l'aiuto di tutti i cristiani, e l’arbitra di tutte le grazie.

Gloria Patri..

III. O glorioso s. Giacomo, che, dopo aver persa causa di Gesù Cristo sostenute le più grandi fatiche e affrontati i maggiori pericoli, aveste l’onore di essere il primo fra gli apostoli a sigillare col sangue la vostra fede, non che di convertire negli estremi momenti di vostra vita, ed aver per compagno del vostro martirio quel medesimo Ebreo che sollecitò la vostra condanna presso di Erode, ottenete a noi tutti la grazia di sostenere sempre in pace le fatiche o i travagli di questa terra, e di contraccambiare coi benefici i torti che riceviamo dai nostri fratelli, onde, vivendo come voi nella continua rinnegazione degli appetiti disordinati, meritiamo di essere un giorno vostri compagni nel cielo.

Gloria Patri..



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martedì 16 luglio 2019

16 luglio: Beata Vergine Maria del Monte Carmelo


La processione in onore della Vergine del Carmelo tenutasi lo scorso anno a Roma lungo la Via della Conciliazione.

(photo by Andrea D.)








Nel 1245 Innocenzo IV approvò la Regola dei Carmelitani sotto il generalato di san Simone Stock. Il 16 luglio 1251, Maria apparve al santo rimettendogli l'abito che doveva essere il segno distintivo dell'Ordine. Innocenzo IV benedisse questo vestito e concesse numerosi privilegi, non soltanto per i membri di quest'Ordine, ma anche per tutti quelli che entrassero nella Confraternita della Madonna del Monte Carmelo. Portando lo scapolare, che è la riduzione di quello dei Padri Carmelitani, essi partecipano a tutti i loro meriti e possono sperare, da parte della Vergine, una pronta liberazione dal Purgatorio, se sono stati fedeli nell'astinenza, nella castità secondo il loro stato e nel recitare le preghiere prescritte da Giovanni XXII nella Bolla, detta Sabatina, pubblicata il 3 marzo 1322. Così la festa della Madonna del Carmelo, prima particolare alle chiese di quest'Ordine, fu estesa a tutta la cristianità da Benedetto XIII, nel 1726.


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La Santa Messa della ricorrenza liturgica odierna:


(photo by Alessandro Franzoni)

VANGELO (traduzione)

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, una donna alzò la voce in mezzo alla folla e disse: “Beato il grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”. Ma Egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”.

(Vangelo secondo Luca 11, 27 - 28)


Omelia di san Beda il Venerabile


Questa donna si mostra in possesso di devozione, di fede profonda, poiché, mentre gli scribi ed i farisei tentano il Signore e lo bestemmiano, ella riconosce davanti a tutti la sua incarnazione con tanta sincerità, e la confessa con fede così grande, da confondere e la calunnia dei grandi presenti e la perfidia dei futuri eretici. Infatti, come allora i Giudei, bestemmiando contro le opere dello Spirito Santo, negavano che Cristo fosse vero Figlio di Dio consustanziale al Padre; così in seguito gli eretici, negando che Maria sempre Vergine avesse somministrato, per opera e merito dello Spirito Santo, la materia della propria carne al Figlio unigenito di Dio che doveva nascere con un corpo umano, sostennero che non si doveva riconoscere come vero Figlio dell'uomo e della medesima sostanza della madre.

Ma se si ritiene che il corpo preso dal Verbo di Dio incarnandosi è estraneo alla carne della vergine Madre, senza motivo vengono detti beati il seno che lo portò e il petto che lo allattò. Ora l'Apostolo dice: «Poiché Dio mandò il suo Figlio, fatto da una donna, sottomesso alla legge». E non bisogna dar retta a coloro che pensano si debba leggere: Nato da una donna, sottomesso alla legge, ma bisogna invece leggere: «Fatto da una donna»; perché, concepito nel seno di una vergine, ha tratto la carne non dal nulla, non da altra cosa, ma dalla carne materna. Altrimenti non si potrebbe dire con verità Figlio dell'uomo colui che non ha avuto origine dall'uomo. Anche noi dunque alziamo la nostra voce contro Eutiche insieme con la Chiesa cattolica, di cui questa donna fu figura; solleviamo anche la mente dal mezzo della folla e diciamo al Salvatore: «Beato il seno che ti ha portato e il petto che hai succhiato». Poiché è veramente madre beata ella che, come disse un autore, ha dato alla luce il Re, che regge il cielo e la terra per i secoli.

«Non solo, ma beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». Il Salvatore approva eminentemente l'attestazione di questa donna, affermando che è beata non soltanto colei che aveva meritato di essere madre corporale del Verbo di Dio, ma che sono beati anche tutti coloro che si sforzeranno di concepire spiritualmente lo stesso Verbo istruendosi nella fede e che, praticando le buone opere, lo faranno nascere e quasi lo alimenteranno sia nel proprio cuore, sia in quello del prossimo. Infatti la stessa Madre di Dio è sì beata per aver contribuito nel tempo all'incarnazione del Verbo, ma è molto più beata perché meritò, amandolo sempre, di custodirlo in sé eternamente.


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Meditazione "La Madonna del Carmelo" da Intimità divina di Padre Gabriele di Santa Maria Maddalena, O.C.D., 1961.



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Inizio della Noveva in onore di san Giacomo il Maggiore


(foto dalla pagina facebook della Parrocchia SS Nicolò e Giacomo di Capizzi, Messina)


PRIMO GIORNO

I. O glorioso s. Giacomo, che per le vostra purità e poi vostro zelo meritaste di essere da Gesù Cristo, non solo sollevato al grado di apostolo, ma tra gli apostoli stessi privilegiato delle più intime sue confidenze, unitamente a s. Pietro e s. Giovanni, quindi di essere spettatore della sua trasfigurazione sul Taborre, del suo sudor di Sangue nell’Orto, ottenete a noi tutti la grazia di essere sempre così casti, così disinteressati, così fervorosi da meritarci dal cielo le grazie più elette e singolari.

Gloria Patri..

II. O glorioso s. Giacomo, che, annunziando ai popoli della Spagna il Vangelo della salute, instillaste nel cuore di tutti la più profonda venerazione per la santa vergine Maria, o la più viva confidenza nel suo patrocinio, indi con una sola parola confondeste o convertiste alla fede Fileta ed Ermogene che avevano preso l’iniquo assunto di contrariare coi loro artifizii le vostre santissime imprese, ottenete a noi tutti la grazia di applicarci nel miglior modo possibile alla santificazione dei nostri fratelli, e di professare continuamente divozione sincera e fervorosa alla comun madre Maria, che è l'aiuto di tutti i cristiani, e l’arbitra di tutte le grazie.

Gloria Patri..

III. O glorioso s. Giacomo, che, dopo aver persa causa di Gesù Cristo sostenute le più grandi fatiche e affrontati i maggiori pericoli, aveste l’onore di essere il primo fra gli apostoli a sigillare col sangue la vostra fede, non che di convertire negli estremi momenti di vostra vita, ed aver per compagno del vostro martirio quel medesimo Ebreo che sollecitò la vostra condanna presso di Erode, ottenete a noi tutti la grazia di sostenere sempre in pace le fatiche o i travagli di questa terra, e di contraccambiare coi benefici i torti che riceviamo dai nostri fratelli, onde, vivendo come voi nella continua rinnegazione degli appetiti disordinati, meritiamo di essere un giorno vostri compagni nel cielo.

Gloria Patri..



(foto dalla pagina facebook della Parrocchia SS Nicolò e Giacomo di Capizzi, Messina)


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