mercoledì 19 febbraio 2020

Un'altra finestra sul (buio?) Medioevo.. (n.12)


Affreschi staccati con storie di Sant'Orsola, di Tommaso da Modena (metà XIV secolo).
Dal Museo di Santa Caterina a Treviso.

(photo by Nicola de Grandi)




Per saperne di più

Un’antica leggenda animata da grande realismo e dinamicità: le celebri Storie di Sant'Orsola di Tomaso da Modena sono uno dei capolavori assoluti dell'arte italiana del Trecento (1355-58 circa), senza dubbio l’opera più importante e significativa del Maestro e la più preziosa che possa vantare Treviso. Furono scoperti nel 1882 dall'abate Luigi Bailo in una cappella della chiesa trevigiana di Santa Margherita degli Eremitani, chiesa già sconsacrata, adibita a stalla e maneggio militare, di cui si era iniziata la parziale demolizione. Fra l'indifferenza generale, incalzato e intralciato dai demolitori, con il solo aiuto dei giovani trevigiani Antonio Carlini e Girolamo Botter, attuando empiricamente la tecnica dello stacco visti i pochi mezzi a disposizione, Bailo riuscì miracolosamente a salvare pressoché integralmente il capolavoro di Tomaso, trasferendo l'intonaco dipinto su telai lignei mobili. Riuscì così a portare l’intero ciclo delle Storie di Sant'Orsola in museo, insieme ad altre pitture della stessa chiesa, per un totale sbalorditivo di circa 120 metri quadrati di affresco staccato, uno dei più grandi della storia.  










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